POLIZIA STRADALE E INDENNITÀ DI ORDINE PUBBLICO “FUORI SEDE”

Il Consiglio di Stato con la pronuncia 04561/2022 Reg.Prov.Coll. ha, respingendo l’appello proposto dal Ministero dell’Interno, riconosciuto a favore dei dipendenti della Polizia di Stato in servizio presso la Sottosezione polizia stradale di Susa il diritto all’indennità di ordine pubblico “fuori sede” per lo svolgimento di servizi in località poste in un comune diverso dalla sede di servizio, anche se ricompreso nella giurisdizione territoriale della Sottosezione.

In particolare, la predetta indennità di cui all’art. 10 del d.P.R. n. 147/1990 ed all’art. 10 del d.P.R. n. 164/2002era stata negata dalla questura di Torino, nonostante gli operatori della polizia stradale fossero stati comandati in servizio di ordine pubblico, sin dal 2011, presso i cantieri TAV situati in comuni diversi dalla sede di servizio.

Il diniego della Questura si fondava sulla nota prot. 333-G/2524/04 del 10 dicembre 2012 del Dipartimento della P. di S., in virtù della quale non si riconosceva l’indennità di ordine pubblico “fuori sede” ma il meno favorevole trattamento dei servizi in sede “qualora la giurisdizione territoriale dell’ufficio di appartenenza si estenda anche ad altro comune”.

I giudici di Palazzo Spada hanno confermato l’impianto motivazionale del Tar Piemonte, ritenendo l’Amministrazione colpevole di aver arbitrariamente posto una condizione (l’ambito giurisdizionale territoriale), quando invece l’art. 10 del d.P.R. n. 147/90 richiama “soltanto i concetti più lineari di sede e di comune, prevedendo che l’indennità sia dovuta per i servizi resi nei comuni diversi da quelli in cui vi è la sede della stazione di appartenenza”.

Nella sentenza, quindi, viene chiarito che per servizio fuori sede si deve ritenere il servizio reso in ogni comune diverso da quello in cui è posta l’ordinaria sede di servizio indipendentemente dalla giurisdizione territoriale e dagli itinerari previsti per il Reparto della Polizia Stradale. Inoltre, in capo agli operatori della Sottosezione è stata riconosciuta la spettanza del beneficio invocato con effetto retroattivo sin dal 2011. Un ottimo risultato che ora può essere invocato da tutti coloro che dovessero trovarsi nella medesima situazione.


MASCHERINE ROSA PER LE FORZE DI POLIZIA. INDIGNAZIONE TRA GLI AGENTI

In numerose province, come quelle di Pavia, Varese, Ferrara, Siracusa, Venezia e Sondrio e Como sono stati assegnati dei dispositivi di protezione FFP2 di colore rosa. Questo ha creato stupore in modo particolare perché verrebbe meno la sobrietà nell’uso della divisa. Il SAP ha avvertito immediatamente il disagio della situazione e dei colleghi, decidendo di scrivere al capo della Polizia Giannini per chiedere un intervento immediato. La nostra nota ha avuto ampia risonanza anche sulle agenzie e sui quotidiani nazionali e locali.

VIDEO TG4

VIDEO RAI 3

(AGENZIA DIRE)
COVID. SAP INAPPROPRIATE MASCHERINE FFP2 ROSA PER FORZE DI POLIZIA
giovedì 13/01/2022 14:40
DIR1589 3 POL 0 RR1 N POL DIR TXT LA DIVISA VA SEMPRE ONORATA DIRE Roma 13 gen. – Ci e’ sembrato doveroso scrivere al Capo della Polizia Lamberto Giannini poiche’ in alcune province sono arrivate forniture di FFP2 di colore rosa. In questo momento in cui l’uso dei suddetti dispositivi e’ diventato obbligatorio in molte piu’ occasioni rispetto alle disposizioni del precedente decreto legge ci e’ sembrato non decoroso per la divisa ricevere degli apparati di protezione come quelli giunti in alcune province. Il problema non nasce da un pregiudizio sul colore ma dal fatto che l’uso dell’uniforme e’ regolamentato. Sulla base del giuramento fatto e” necessario anche gli indumenti vengano portati con decoro e rispetto per l’Istituzione a cui si appartiene. Soprattutto in un momento storico in cui la narrativa ci racconta di una crescente avversione nei confronti delle Forze dell’Ordine diventa necessario adottare sobrieta’ e rispetto per le divise indossate. Cose che devono far parte dell’ambito di chi e’ chiamato a far rispettare le regole . Cosi’ il Sindacato autonomo di polizia in una nota. Diventa pertanto sconsigliato l’uso di accessori non idonei e che non rappresentano l’Amministrazione. Riteniamo per tanto che gli indumenti e gli accessori utilizzati debbano essere consoni e coerenti con la divisa cosi’ come e’ sconsigliato utilizzare mascherine vistose o con ornamenti eccessivi e che non portino simboli di richiamo all’Istituzione. Reputiamo dunque che colori che non siano coerenti con la divisa diano una parvenza di minore autorevolezza sempre tenendo presente il particolare periodo storico e il pregiudizio che alcuni nutrono nei confronti delle Forze dell’Ordine. Non si conoscono le ragioni sottese all’acquisto di mascherine di un colore che dovrebbe apparire prima facie non consono alla nostra Amministrazione e suscita perplessita’ la scelta di approvare tale acquisto. Chiediamo un immediato intervento volto ad assicurare che i colleghi prestino servizio con mascherine di un colore diverso bianche azzurre blu o nere e comunque coerenti con l’uniforme della Polizia di Stato evitando dispositivi di altri colori o con eventuali decorazioni da ritenere assolutamente inopportuni soprattutto se acquistati e forniti dall’Amministrazione conclude il sindacato. Com Red Dire 14 39 13-01-22 NNNN

LA RASSEGNA STAMPA

 

 


ANCHE IL PIEMONTE RISPONDE POSITIVAMENTE ALLA PETIZIONE BUONI PASTO, GENERI DI CONFORTO E BUONI VESTIARIO IN BUSTA PAGA

Procede positivamente e in tutta Italia la raccolta delle firme per la petizione lanciata dal SAP sui buoni pasto, generi di conforto e buoni vestiario in busta paga.
Anche il Piemonte risponde con molto interesse da parte dei colleghi. La domanda più frequente che viene posta è: “Ma saranno tassati?”. La risposta è NO! E’ importante chiarire che, anche se legittimo il pensiero legato alla tassazione di tali beni, non corrisponde a realtà.
Ci teniamo a mettere in evidenza, che l’eventuale inserimento dei buoni pasto in busta paga, non comporterà la loro tassazione. Come già accade in alcune realtà, dove il buono vestiario viene già attribuito con statino. Si pensi anche alla indennità di missione che retribuita con statino non è tassata. Più accelereremo la raccolta firme, più ci avvicineremo all’obiettivo, quello di portare la proposta sul tavolo del Ministro della Funzione Pubblica.


CONVEGNO SUI NUOVI E VECCHI SCENARI DEL TERRORISMO NAZIONALE. CASELLI: «NON SOTTOVALUTIAMO NIENTE SI FECE L’ERRORE CON LE BRIGATE ROSSE»

Il Dott. Gian Carlo CASELLI, già Procuratore Capo della Procura di Torino, ha fatto un’attenta analisi sull’escalation del terrorismo degli anni di piombo, con particolare attenzione alla frangia torinese di quegli anni. Caselli: «Non sottovalutiamo niente Si fece l’errore con le Brigate Rosse» «Non sottovalutare mai niente. Questo ci ha insegnato l’esperienza. Un piccolo fuoco può essere un nulla, ma anche qualcosa che poi dura 15 anni, come il terrorismo delle Brigate rosse». Lo ha detto Gian Carlo Caselli, rispondendo a una domanda sulle recenti proteste dei “no vax” posta da Roberto Mennuti, segretario regionale del Sap Piemonte.

Il terrorismo è una materia complessa e ancora attuale ed ha trovato nei Servitori dello Stato, coloro che lo hanno saputo combattere, anche a scapito della propria vita.


CONVEGNO SUI NUOVI E VECCHI SCENARI DEL TERRORISMO NAZIONALE A TORINO CON IL DOTT. GIANCARLO CASELLI

La segreteria Regionale del Piemonte e la segreteria Provinciale di Torino, nella giornata di ieri, presso il circolo Ufficiali dell’Esercito di Torino, alla presenza del Questore di Torino, Dott. Vincenzo CIARAMBINO, hanno organizzato il convegno dal titolo: “TERRORISMO IERI E OGGI COS’È CAMBIATO”.
Una tematica delicata, soprattutto alla luce delle ultime evoluzioni sociali, dove il termometro della tolleranza sembra cedere il passo a rinati estremismi.
Sono intervenuti il Dott. Giancarlo CASELLI, già Procuratore Capo della Procura di Torino, il quale ha fatto un’attenta analisi sull’escalation del terrorismo degli anni di piombo, con particolare attenzione alla frangia torinese di quegli anni. Il Dott. Giuseppe PETRONZI Questore di Milano nella sua analisi di ciò che sta avvenendo nel nostro paese rimarca una netta differenza tra il terrorismo degli anni di piombo e le attuali organizzazioni, non tralasciando che dall’esperienza di quegli anni bisogna farne tesoro per evitare il ripetersi di fatti di sangue. Il Dott. Ezio ERCOLE V. Pres. dell’ODG del Piemonte ha moderato l’incontro.
Il terrorismo una materia complessa e forse ancora attuale, ha trovato nei Servitori dello Stato, coloro che lo hanno saputo combattere, anche a scapito della propria vita. Fondamentale è ricordare chi non è più con noi, per mano dei terroristi, ma è anche importante ricordare chi, forse per sola fortuna, ancora può raccontare come ha combattuto e combatte nel silenzio.
Durante il convegno è stato presentato il libro “L’ispettore Berri non dimentica” scritto da Giovanni BERARDI, figlio del compianto M.lo della P.S. Rosario BERARDI assassinato dalle Brigate Rosse, il cui ricavato sarà devoluto al fondo assistenza della Polizia di Stato “Marco Valerio”.

LA RASSEGNA STAMPA:


COVID-19: IMPORTANTE CONVEGNO ORGANIZZATO DAL SAP. PRESENTE IL NOTO INFETTIVOLOGO GIOVANNI DI PERRI

Importante Convegno del Sap a Torino con il noto infettivologo Giovanni Di Perri, Primario dell’Ospedale Amedeo di Savoia.

La Segreteria Regionale Piemonte ha organizzato un importante incontro dove è stato fatto un quadro molto chiaro rispetto all’attuale pandemia da Covid-19. Alla giornata ha partecipato anche il Segretario Generale del Sap, Stefano Paoloni, che ha detto a La Stampa di Torino: «Siamo poliziotti ma rappresentiamo una parte della nostra società: la campagna vaccinale è lo strumento fondamentale per uscire dalla pandemia, allo stesso tempo l’informazione deve valere per tutti affinché si possano fare scelte consapevoli».

Continua «La questione Green Pass, che ormai è alle porte, questo comporta conseguenze concrete sulla sicurezza in ogni città. Ci sono nodi da risolvere affinché non ci siano conseguenze negative né per chi non ha la certificazione né per chi ha scelto di vaccinarsi. Purtroppo il ministro dell’Interno, nonostante le nostre richieste, ha accettato di incontrarci solo il giorno 21».


SAP PIEMONTE (PADUANO): COPERTURA INAIL PER LE FORZE DELL’ORDINE

 


SAP PIEMONTE (MENNUTI). AGGRESSIONI ALLE FFOO: COMBATTIAMO CONTRO L’INDIFFERENZA

Cresce il numero di aggressioni alle Forze dell’Ordine: fenomeno crescente in tutta Italia. Pochi giorni fa l’episodio di Torino, dove una baby gang ha accerchiato dei poliziotti in Corso Giulio Cesare. Quel che più allarma è l’indifferenza di chi deve prendere decisioni radicali a difesa degli operatori del comparto sicurezza. Le parole del Segretario Regionale Piemonte del SAP, Roberto Mennuti, riprese dalla stampa.


SAP TORINO (GURGIGNO): VIOLENZE E RESISTENZA NELLE STRADE DI TORINO, OGNI GIORNO AGENTE AGGREDITO.

A Torino ogni giorni viene aggredito un poliziotto: più di 100 tra dicembre e gennaio. Questa l’immagine del capoluogo piemontese alle prese con crescenti fenomeni di violenza, con pesanti ripercussioni sugli operatori della sicurezza.