221° CORSO FORMAZIONE ALLIEVI AGENTI DELLA POLIZIA DI STATO – COMUNICAZIONE DI AVVIO

L’Ispettorato delle Scuole della Polizia di Stato ha comunicato che dal 15 dicembre 2022 al 14 agosto 2023, a cura dell’Istituto per Ispettori di Nettuno, si svolgerà il corso indicato in oggetto con la partecipazione di 477 unità. Al corso, della durata complessiva di mesi otto e denominato “221° Corso di formazione per allievi agenti della Polizia di Stato”, prendono parte gli idonei di cui alla procedura assunzionale ex art. 16-quater, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2022, n. 79, per cui si è proceduto all’assunzione di 500 allievi agenti della Polizia di Stato, attingendo dall’elenco degli idonei alla prova scritta di esame del concorso pubblico per l’assunzione di 1.650 allievi agenti, indetto in data 29 gennaio 2020.

LA CIRCOLARE


ROTTA BALCANICA, TAMARO (SAP TRIESTE): QUALI MAGGIORI CONTROLLI SENZA UOMINI E LOGISTICA ADEGUATI?

Il Segretario provinciale del SAP di Trieste, Lorenzo Tamaro, è intervenuto con una nota in merito alle problematiche inerenti i controlli sui flussi migratori attraverso la rotta balcanica: «Per affrontare al meglio l’arrivo dei migranti provenienti dalla “Rotta Balcanica” serve innanzitutto considerare questa problematica per quello che è. L’ingresso clandestino e il contrasto dei “trafficanti di uomini” è un tema di carattere europeo e non dei singoli Stati membri quali Italia, Slovenia o domani Croazia. Nessuno di questi Stati è in grado di gestire questo flusso da solo. Altrettanto impensabile è continuare a non porre alcun implemento strutturato agli organici della Polizia di Frontiera di Trieste. Essa, infatti, è già in forte sofferenza a causa di una carenza del 20% su quanto previsto dal 2007, anno della soppressione dei confini. Il compito della Polizia di Frontiera, di uno Stato come l’Italia, “interno” nell’area Schengen, era ed è quello di svolgere il lavoro di “retro-valico” e non quello di controllo di flussi importanti come quelli della Rotta Balcanica e della crisi Ucraina. In questi giorni viene annunciata dalle massime Autorità l’intenzione di aumentare i servizi di controllo da parte delle forze di Polizia, nel tentativo di arginare il mare in piena. La domanda sorge spontanea: con quali uomini e con quali strutture si intende implementare i controlli? Attualmente la Polizia di Frontiera dispone di strutture del tutto inadatte a poter “accogliere” numeri così importanti come quelli che quotidianamente registriamo. È un dato di fatto che va avanti da anni e che ha trovato solo soluzioni tampone come la posa di moduli abitativi (container) al di fuori della Sottosezione di Polizia di Frontiera di Fernetti, ma niente di più sicuro come, ad esempio, l’adiacente ex Caserma della Guardia di Finanza, oggi “Casa Malala” utilizzata per l’accoglienza. Onestamente troppo poco, per un fenomeno che dura da molto tempo e che aumenta in maniera esponenziale.Quale sicurezza viene garantita agli operatori di Polizia per svolgere le proprie funzioni in queste condizioni? Non conosciamo nulla di chi arriva dalla Rotta Balcanica, non sappiamo se è gente onesta o meno e quali siano le condizioni di salute fisiche e psichiche. Le Forze di Polizia operano con grande umanità nei confronti di queste persone, ma hanno anche il diritto e la necessità di poter disporre di ambienti di lavoro sicuri, per non doversi poi trovare a piangere nuovamente come accaduto proprio qui a Trieste nel recente passato. È un dovere da parte dello Stato, del Governo prendersi carico seriamente di quanto accade su questo territorio, dotando le Forze di Polizia  anchedi norme efficaci, come ad esempio le riammissioni e instaurando nuovi accordi con gli Stati vicini affinché ci sia la massima collaborazione per la buona attuazione delle stesse, questo nell’interesse dell’intera Comunità Europea».


CARO CASE, MANFREDI (SAP BOLZANO): I POLIZIOTTI SE NE VANNO

Nonostante le cospicue immissioni di nuovi agenti avvenute nel 2022 in Alto Adige, è sotto gli occhi di tutti come le prospettive di un buon funzionamento della Polizia di Stato in questa provincia siano a tinte molto fosche; a denunciarlo è il Segretario provinciale del SAP di Bolzano, Roberto Manfredi: «La maggior parte dei nuovi arrivati proviene infatti da regioni poste agli antipodi rispetto alla nostra e tenuto conto del costo della vita e dell’assoluta mancanza di una “politica abitativa” in favore degli appartenenti alle forze di polizia vede la quasi totalità del personale di polizia “costretta” a lasciare questa provincia il prima possibile per cercare di raggiungere le località di provenienza o comunque ad avvicinarsi alle stesse ove poter garantirsi condizioni di vita sicuramente migliori».


VERONA, MIRKA MANTOAN NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE SAP. RACCOGLIE IL TESTIMONE DA NICOLA MOSCARDO

Questa mattina si è tenuto presso l’aula magna della questura di Verona un convegno sul sistema pensionistico della Polizia di Stato, sulla previdenza dedicata e sulle garanzie funzionali. Il seminario, al quale hanno partecipato il Segretario Generale Aggiunto Michele Dressadore, il Segretario Regionale Fabio Ballestriero e molti colleghi interessati alle tematiche trattate, ha visto come relatore il Segretario Generale del SAP Stefano Paoloni. Nella stessa occasione è stata presentata Mirka Mantoan, neo Segretario Provinciale di Verona. Mirka raccoglie il testimone da Nicola Moscardo, da pochi giorni in quiescenza. A Nicola rivolgiamo un sentito ringraziamento per il lavoro svolto in tutti questi anni nella nostra Organizzazione Sindacale; naturalmente in qualità di Segretario Aggiunto continuerà a mettere a disposizione della Segreteria la sua professionalità, disponibilità e a garantire il suo apporto. A Mirka Mantoan, della quale abbiamo già avuto modo di apprezzare le capacità e la preparazione dimostrata anche in occasione di eventi su temi delicati che riguardano la nostra professione, rivolgiamo il più sentito in bocca al lupo.


RAVENNA NELLE TENEBRE, LA DENUNCIA DEL SEGRETARIO GENERALE AGGIUNTO DEL SAP GIANNI TONELLI

Anche il Segretario Generale aggiunto del SAP, Gianni Tonelli, è contrario allo spegnimento dell’illuminazione pubblica nella città di Ravenna: «É un errore spegnere le luci, io credo ci possano essere altre soluzioni. Non è questo il momento di spegnere la pubblica illuminazione ed è un problema anche di sicurezza sul luogo di lavoro. Invito il sindaco di Ravenna a rivedere questa posizione. L’illuminazione è indispensabile per la sicurezza, si arriva a questo tipo di soluzioni quando la sicurezza non è un punto di centralità per l’amministrazione. C’è un mondo di persone che lavora di giorno, ma c’è anche chi lavora di notte. Col buio gli operatori di Polizia devono sopperire a questa maggiore esigenza di sicurezza in condizioni di precarietà. Ci dobbiamo rendere conto che per la Polizia il luogo di lavoro è anche la strada. Sostituire le lampade con quelle a led e a basso consumo forse era una cosa che doveva essere fatta prima. Anche lo Stato ha finanziato in passato, anche in zone periferiche, la sostituzione dei sistemi di illuminazione, perchè è uno dei criteri principali per la sicurezza. Non so quale sia il bilancio di Ravenna, ma forse si può risparmiare da altre parti. Gli errori così vengono scaricati sulla cittadinanza, io vedo una insensibilità da parte dell’amministrazione su questo punto».


MERAN DAL CARCERE ALLA REMS, TAMARO (SAP TRIESTE): RISCHIO CHE ACCADA QUALCOSA, SIAMO PREOCCUPATI

L’avvio dell’iter per trasferire Alejandro Meran dal carcere di Verona alla Rems di Aurisina preoccupa molto, a denunciarlo è il Segretario provinciale del SAP di Trieste, Lorenzo Tamaro, che fa scattare un campanello d’allarme sui rischi che l’azione potrebbe generare: «La nostra posizione sulla sentenza di assoluzione è nota e da tempo sosteniamo che il sistema vada totalmente rivisto. C’è bisogno di una seria riflessione sulla giustizia. Lì dentro le persone saranno trattate da professionisti sanitari su cui non nutriamo alcun dubbio. Speriamo solo che la struttura possieda i requisiti per garantire la sicurezza sia degli operatori che della cittadinanza. La perizia collegiale fotografava con precisione la freddezza messa in atto da Meran quel 4 ottobre di tre anni fa. In quell’occasione il dominicano aveva pianificato la sua fuga con lucidità, così come la sua resa una volta circondato dai colleghi. Come Sap comprendiamo bene le difficoltà che questo caso porta con sé, ma siamo preoccupati per ciò che può accadere. Inoltre, la decisione di trasferirlo nella Rems di Aurisina rappresenta l’ennesimo colpo al cuore per i famigliari e per i cittadini di Trieste. Siamo speranzosi che la rivisitazione del processo metta il caso sui binari giusti e possa cambiare il corso della giustizia».


ESITI COMMISSIONE CENTRALE RICOMPENSE MERITI STRAORDINARI E SPECIALI DEL 30 NOVEMBRE 2022

Nella nostra area riservata sono disponibili gli esiti della riunione della Commissione Centrale ricompense per meriti straordinari e speciali del 30 novembre 2022.

Per la consultazione è possibile rivolgersi alle Segreterie Provinciali.


GRAVE CARENZA DI ORGANICO, GIORDANO (SAP BAT): ARRIVANO I RINFORZI MA É SOLO TURNOVER

Il Segretario provinciale del SAP di BAT, Vito Giordano, torna a denunciare la necessità di un incremento di organico della Polizia nella provincia: «Ho atteso qualche giorno prima di esprimere il mio disappunto sulla politica di disattenzione che persiste nella Provincia BAT, in special modo su quei presidi, vedi il Commissariato di Canosa di Puglia in primis, per il quale, nonostante l’esiguo numero di personale (poco meno di una trentina), è presente la convinzione di “non voler predisporre un piano di invio di personale”. La situazione non è paradisiaca in alcun luogo dove sorgono gli Uffici di Polizia. Non per fare retorica, ma una Questura di Andria, nata all’incirca 18 mesi orsono, non può continuare a onorare la salvaguardia di un territorio come quello andriese con poco meno di 120 unità, e con un incremento di circa 10 poliziotti, che avverrà nei prossimi giorni di dicembre, i quali, tra l’altro, rappresenteranno il turnover di coloro che hanno raggiunto il pensionamento. Come, di contro, sono dimenticati gli altri due Commissariati di Barletta e Trani, che quotidianamente sono caricati di nuove incombenze lavorative sempre più allo stremo delle loro forze».


CORSO QUALIFICAZIONE ADDETTO LABORATORI POLIZIA SCIENTIFICA

Viste le crescenti esigenze di personale da impiegare nei laboratori del Servizio e dei Gabinetti di Polizia Scientifica, la Direzione Centrale Anticrimine ha comunicato che è stato indetto un corso di qualificazione per addetto ai laboratori di Polizia Scientifica. Tale corso è rivolto agli operatori dei ruoli ordinario e tecnico in possesso di specifici requisiti e titoli di studio. Il corso, della durata di quattro settimane, sarà articolato in due fasi didattiche. La prima fase, comune a tutti i discenti, si articolerà in due settimane di didattica, in modalità a distanza, sull’organizzazione centrale e periferica della Polizia Scientifica e le relative competenze ed attività, con particolare riferimento alle attività laboratoriali. La seconda fase, differenziata per i discenti delle diverse specializzazioni, si articolerà in due settimane di didattica frontale, avrà natura addestrativa, e si svolgerà presso i laboratori del Servizio Polizia Scientifica. Le istanze di partecipazione, ai fini di una corretta valutazione in ordine alle esigenze delle singole articolazioni territoriali della Polizia Scientifica, dovranno essere prodotte ed inoltrate entro e non oltre il 10 gennaio 2023.

Per maggiori approfondimenti si rimanda alla circolare in allegato.