CORTEO 1° GIUGNO A ROMA, AGGRESSIONI CONTRO FORZE DELL'ORDINE - ABBIAMO SCRITTO AL CAPO

CORTEO 1° GIUGNO A ROMA, AGGRESSIONI CONTRO FORZE DELL’ORDINE – ABBIAMO SCRITTO AL CAPO

Durante il servizio di ordine pubblico espletato in occasione della manifestazione svoltasi a Roma lo scorso 1° giugno, si sono verificati momenti di tensione trasformatisi in veri e propri...

Durante il servizio di ordine pubblico espletato in occasione della manifestazione svoltasi a Roma lo scorso 1° giugno, si sono verificati momenti di tensione trasformatisi in veri e propri scontri con lancio di petardi e fumogeni da parte dei manifestanti all’indirizzo delle Forze dell’Ordine. Il corteo al quale hanno preso parte anche i centri sociali, i collettivi studenteschi, e i movimenti pro Palestina, oltre che studenti e operai, circa 5000 persone, è partito da Piazza Vittorio diretto a Porta Pia. Durante il percorso che alcuni manifestanti staccandosi dal corteo hanno proseguito su un tracciato non autorizzato, dove hanno trovato il cordone del Reparto Mobile di Reggio Calabria schierato a difesa dei palazzi istituzionali e delle infrastrutture della zona. Lo sbarramento attuato dalla squadra del Reparto Mobile veniva infatti fronteggiato dal gruppo dei manifestanti che tentava, a più riprese, di forzare il blocco spingendo i colleghi fino a pochi centimetri dal nostro blindato con l’evidente rischio di schiacciare letteralmente i colleghi contro il mezzo. È stato solo grazie alla bravura, alla professionalità e al coraggio dei colleghi che l’aggressione non si sia trasformata in tragedia. Ma ci è mancato poco. I poliziotti del Reparto non hanno rischiato l’incolumità. Hanno rischiato la vita. Ben consapevoli delle difficoltà nella gestione dei servizi di ordine pubblico determinate dal clima di tensione e di sofferenza sociale di questo delicato periodo storico, di come la piazza sia diventata nuovamente il posto in cui i manifestati più facinorosi mettono in atto vere e proprie guerriglie urbane, abbiamo l’obbligo di rappresentare che senza quella squadra del Reparto il servizio di ordine pubblico avrebbe potuto avere conseguenze davvero critiche, per non dire altro. Il buon esito del servizio è importante ma la sicurezza e l’incolumità dei colleghi lo sono ancora di più e non possono essere sacrificate per nessun motivo. Proprio perché l’incolumità fisica e la sicurezza di ogni singolo operatore di Polizia deve rappresentare un’assoluta priorità, auspichiamo, inoltre, che il Dipartimento in occasione dell’approvazione del disegno di legge in materia di sicurezza in discussione in Parlamento, fornisca il proprio fondamentale e sostanziale contributo per favorire l’introduzione di norme adeguate per rendere i nostri servizi sempre più sicuri ed efficaci, sottendendo l’introduzione anche di idonei protocolli operativi come, ad esempio, la previsione, durante le manifestazioni pubbliche, di una distanza minima di sicurezza di almeno due metri tra operatori e manifestanti. 

LA NOTA INVIATA AL CAPO

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