SAP COMO: UNA CERIMONIA IN RICORDO DEL COLLEGA PISCHEDDA

SAP COMO: UNA CERIMONIA IN RICORDO DEL COLLEGA PISCHEDDA

Il 15 maggio scorso, la Segreteria Provinciale SAP (Sindacato Autonomo Polizia) composta da Rodolfo Ratti, dal suo vice Marco Balossi e dal Consigliere Mauro Petrozziello ha organizzato presso la...
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Il 15 maggio scorso, la Segreteria Provinciale SAP (Sindacato Autonomo Polizia) composta da Rodolfo Ratti, dal suo vice Marco Balossi e dal Consigliere Mauro Petrozziello ha organizzato presso la struttura della Sottosezione di Polizia Stradale di Bellano un momento commemorativo per rendere onore al Collega agente Francesco Pischedda, deceduto nell’adempimento del dovere, con una deposizione floreale al simulacro che ricorda il suo sacrificio. Alla cerimonia, oltre ai vertici del Sindacato, rappresentati dal Segretario Nazionale Giampiero Timpano e da quello Regionale Aldo Marcinnò, hanno partecipato anche il Prefetto di Lecco dott. Sergio Pomponio, il Questore dott. Ottavio Aragona e i principali rappresentanti della Polizia Stradale nelle figure del Dirigente del Compartimento dott.ssa Carlotta Gallo e di quello della Polizia Stradale di Lecco dott.ssa Anna Lisa Valleriani; presenze, queste, che hanno certamente contribuito ad accrescere il valore della cerimonia, inserita all’interno del “Memorial Day” che prevede una serie di eventi sul territorio nazionale per commemorare non solo i “servitori in uniforme” dello Stato, ma anche giornalisti, politici, religiosi e comuni cittadini che hanno pagato con la vita il loro impegno a favore della collettività e della democrazia.

Al termine dei brevi interventi tenuti dal Segretario Provinciale, dal Questore e dai vertici della Polizia Stradale Regionale e Provinciale, la cerimonia commemorativa si è conclusa con un momento di riflessione religiosa celebrato da don Andrea Lotterio, Cappellano Militare, che si è sempre distinto anche per la sua vicinanza al Personale della Polizia di Stato operante sul territorio e, nello specifico, ai famigliari di Pischedda.
«Questa commemorazione, sottolinea il Segretario Provinciale del SAP Rodolfo Ratti,  non solo è doverosa per tenere sempre vivo il ricordo di coloro che hanno dato la propria vita per contrastare il proliferare dell’illegalità, ma deve essere anche da monito per tutti coloro che sono chiamati a legiferare e a garantire la Giustizia. Purtroppo, nonostante il trascorrere degli anni, resta assolutamente invariato, se non addirittura peggiorato, il clima di incertezza in cui si trovano ad operare i Poliziotti e tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, sia dal punto di vista operativo che da quello propriamente giuridico. La continua ostensione di “massimi sistemi legislativi” ad opera di presunti “esperti del settore” nei dibattiti televisivi circa le soluzioni da adottare per fronteggiare le cosiddette “emergenze” giudiziarie e sociali, che ciclicamente si riversano sulla quasi totalità della popolazione, appaiono molto distanti dalla realtà degli accadimenti, e già ad un primo sguardo si mostrano assolutamente impraticabili dal punto di vista tecnico. La farraginosa emissione di ulteriori Leggi, Decreti, Norme di Attuazione, Circolari, Disposizioni, che integrano o si sovrappongono all’oceano di quelle già esistenti, non rendono di certo agevole il compito di chi, sulla strada, si trova ad operare in circostanze di tempo e di luogo certamente precarie non solo dal punto di vista operativo, ma anche in quello psicofisico e remunerativo” prosegue Ratti. “Pertanto questa Organizzazione Sindacale, proprio nel ricordo di coloro che hanno dato la vita per garantire i principi fondamentali contenuti nella Costituzione della Repubblica, chiede a gran voce alle Istituzioni preposte di prendere in seria considerazione le proposte già avanzate nelle opportune sedi dal SAP, sia per quanto concerne la tanto invocata “certezza della pena” nel semplice rispetto dell’applicazione delle norme già esistenti e delle regole che sanciscono la libera circolazione tra i popoli, sia per quanto attiene a una effettiva rivalutazione della figura del “poliziotto” in ogni suo aspetto, ovvero sia dal punto di vista economico, che da quello normativo/istituzionale. Una nuova considerazione tale da consentire di operare in un contesto più sereno e professionale, condizioni necessarie e imprescindibili per affrontare le nuove sfide e adempiere al dovere di servire la Repubblica con maggiore serenità, nuove tecnologie e sicura  professionalità».

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