Rivoluzione per buoni pasto e generi di conforto: DA MIRAGGIO A REALTÀ? - Sindacato Autonomo di Polizia

Rivoluzione per buoni pasto e generi di conforto: DA MIRAGGIO A REALTÀ?

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Nel secondo round del confronto fra Dipartimento e Sindacati sulle problematiche inerenti la fruizione del vitto, svoltosi questa mattina alla presenza del Direttore Centrale dei Servizi di Ragioneria Pref. Francesco Ricciardi e dell’Ufficio Relazioni Sindacali, sono stati esaminati alcuni punti della redigenda specifica circolare.

Per quanto riguarda la possibilità di ricorrere ai buoni pasto nelle sedi disagiate si è convenuto che, fino a modifica dell’attuale norma che lo esclude in via ordinaria, verrà accorpubDate laddove risulti mancante una mensa dell’Amministrazione e non sia oggettivamente possibile stipulare convenzioni con esercizi pubblici.

Sarà poi possibile, finalmente – è proprio il caso di dirlo –, ottenere il buono pasto nei casi in cui il servizio non consente l’utilizzo del servizio mensa: si tratta delle situazioni dove l’evidenza dei fatti dimostra l’obiettiva impossibilità di pranzare e/o cenare a causa dell’attività svolta. Il SAP ha indicato due casi esemplificativi, la chiusura domenicale di molte mense e la copertura del turno 14/22 nella rotazione continuativa dei servizi interni.

Intavolata una proficua discussione sulla consumazione dei pasti in OP, servizio che dev’essere garantito in modo uniforme e ad un livello soddisfacente, prevedendo l’accesso alla mensa o al ristorante all’uopo convenzionato e, solo in via residuale, con formule alternative. Il “sacchetto” e le altre formule sostitutive devono però rispondere a criteri accettabili per sostanziosità e gradevolezza. Il SAP ha posto l’accento anche sulla diffusa tendenza al ricorso dei suddetti surrogati anche in situazioni dove necessità ed urgenza non paiono affatto giustificate: caso emblematico quello della Questura di Bologna che insiste nel fornire al personale in OP pietanze contenute in vaschette di alluminio da consumare sui sedili degli automezzi di servizio, o appoggiati a qualche arredo urbano, possibilmente lontano dagli sguardi della gente. Soluzioni indecorose che vanno scongiurate.

Per ultimo è stato analizzato l’annoso problema dei generi di conforto risolvibile con la conversione delle derrate nel loro controvalore. La modalità più semplice e pratica pare quella dei normali buoni di consumo, vecchio progetto finora mai decollato.

Il terzo incontro, che sarà calendarizzato entro la fine di questo mese, potrà dare continuità ad un buon lavoro che promette di portare concreti miglioramenti per tutti gli operatori, ma sopra al quale continua purtroppo ad aleggiare l’odiosa minaccia di aumento del costo mensa. Si tratta di un’iniziativa che avverseremo con tutti i mezzi possibili, così come abbiamo fatto 2 anni e mezzo fa riuscendo, da soli, a scongiurarla.

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