Squadre Nautiche sotto il tiro della legge Madia – Sindacato Autonomo di Polizia

Squadre Nautiche sotto il tiro della legge Madia

Ancora una riunione per trattare il futuro, sempre cupo, delle Squadre Nautiche. Ieri le sigle sindacali – il Segretario Naz.le Dressadore per la nostra- hanno incontrato il Direttore Centrale...
Ancora una riunione per trattare il futuro, sempre cupo, delle Squadre Nautiche. Ieri le sigle sindacali – il Segretario Naz.le Dressadore per la nostra- hanno incontrato il Direttore Centrale per le Specialità dr. Sgalla, accompagnato dal dr. Sanna dei Reparti Speciali e dr. Mazzini del Settore Nautico, il direttore delle Relazioni Sindacali dr. Ricciardi, il dr. Pagano delle Risorse Umane ed il direttore dell’Ufficio Concorsi dr. Dionisi.

È parso evidente che il braccio di ferro sulla mancata riassegnazione degli ex Assistenti Capo vincitori del ”
concorsone”
agli uffici in predicato di essere chiusi (Squadre Nautiche appunto, ma pure Sezioni Polposta, Distaccamenti Polstrada e Posti Polfer) non cesserà e ancora una volta il Dipartimento è stato messo difronte all’irragionevolezza ed alla scorrettezza di questa sua condotta.

Sul punto il Sap ha sottolineato la colpevole responsabilità del Ministero nel congegnare un piano di ”
cernita”
e redistribuzione di questi colleghi costretti a cambiare settore o addirittura sede quando invece si poteva serenamente rimandare ognuno al proprio posto e sanare le enormi carenze di UPG attraverso lo strumento adatto alla bisogna, il riordino.

Per la questione, più grave e stringente, delle Squadre Nautiche, è proseguita la riflessione sulla possibilità di utilizzare almeno parte delle imbarcazioni e del personale di quel settore per provvedere ad incombenze dimostrabili come ad esempio l’attività delle squadre di sommozzatori.

Anche su questo il Sap ha stigmatizzato la censurabilità della posizione dipartimentale, spettatore immobile dello scempio progettato dalla legge Madia che vuole togliere alla Polizia ogni possibilità di operare sul mare se non ”
chiedendo un passaggio”
alla Guardia di Finanza, cui viene assegnato in via esclusiva il servizio nautico.

Poiché sarebbe impossibile esercitare molte delle nostre importanti attribuzioni, dalle indagini all’ordine pubblico, fino all’antiterrorismo, l’applicazione di quella pessima legge deve essere intesa come mera eliminazione delle Squadre Nautiche nella loro forma di servizio autonomo, ma non anche delle risorse tecniche e umane che vanno invece recuperate per consentire le citate attribuzioni.

Nella maniera più ampia possibile.

Ciò consentirebbe il non poco importante risultato di salvaguardare la professionalità e la funzione del personale che oggi rischia invece di essere ricollocato in modo penalizzante.

A riguardo degli Acquascooter, mezzi che dovrebbero sostituire le barche, il direttore Sgalla ha comunicato che il piano di formazione di ulteriori conduttori viene sospeso perché non verranno acquistati altri mezzi, ma si provvederà alla cura e al potenziamento delle strutture operanti.

Per ultimo è stato fatto cenno alla spinosa questione dei posti riservati al personale in possesso di patentino di bilinguismo nell’ambito del c.d. concorsone su cui il Consiglio di Stato ha emesso un giudizio producente effetti sulle graduatorie.

Fino all’annualità 2009, ad oggi l’ultima decretata, l’applicazione della sentenza non ha prodotto alcuna esclusione, ma solo l’inserimento degli aventi diritto, mentre non è ancora prevedibile ciò che accadrà nelle tre tornate che completeranno la procedura del concorso.

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