Reparti Prevenzione Crimine, le modalità d'impiego – Sindacato Autonomo di Polizia

Reparti Prevenzione Crimine, le modalità d'impiego

Stamani si è svolta al Dipartimento della P.S. la riunione relativa all’organizzazione e alle modalità di impiego dei Reparti Prevenzione Crimine. Presenti il Prefetto Dr. Vittorio Rizzi Direttore della...
Stamani si è svolta al Dipartimento della P.S. la riunione relativa all’organizzazione e alle modalità di impiego dei Reparti Prevenzione Crimine. Presenti il Prefetto Dr. Vittorio Rizzi Direttore della Direzione Centrale Anticrimine, il Prefetto Dispensa Direttore Affari Generali e il Direttore del Servizio Controllo del Territorio Dr. Maurizio Vallone. Il SAP ha partecipato anche con suoi rappresentanti in servizio nei RPC profondi conoscitori della materia.

Durante l’incontro è emersa la volontà dell’Amministrazione di voler modificare il Decreto riorganizzativo dei Reparti Prevenzione Crimine del 1 ottobre 2007 ritenuto ormai desueto per emanarne uno nuovo più rispondente alle mutate esigenze operative.

Le novità del Decreto dovrebbero riguardare in particolare le modalità di impiego dei Reparti. I Nuclei operativi non dovranno avere consistenza inferiore a due equipaggi anziché gli attuali tre. Ogni nucleo dovrà essere coordinato da almeno un appartenente il ruolo dei Sovrintendenti e più nuclei dovranno essere diretti da personale del ruolo degli Ispettori. Questo comporterà una rivisitazione organica in aumento dei Sovrintendenti. Pertanto, in seguito all’emanazione del nuovo Decreto, potrà essere assegnato nuovo personale del ruolo dei Sovrintendenti ai Reparti, consentendo anche a molti colleghi vincitori del 26° corso di poter tornare nei loro uffici.

Cambierà anche la modalità con cui gli uffici territoriali dovranno richiedere l’impiego dei Reparti, infatti, le richieste dovranno essere corredate in modo dettagliato dal progetto di intervento, con indicazione degli obiettivi, dai tempi di impiego, dal numero degli equipaggi richiesti, delle risorse destinate dalla Questura al servizio e obbligatoriamente dovrà essere indicato il nominativo del funzionario responsabile del servizio a cui il Reparto dovrà fare riferimento.

Il SAP ha evidenziato che troppo spesso il personale RPC viene impiegato in attività che non corrispondono alle finalità istituzionali previste e di sovente sopperisce alle carenze organiche del territorio. In virtù di questo è indispensabile che i compiti demandati ai Reparti Prevenzione debbano essere ben specificati onde evitare in futuro un “distorto” impiego del personale. Inoltre, così come previsto, i contingenti dei RPC devono affiancare, e non sostituire, il personale degli Uffici territoriali ai quali vanno effettivamente demandate le competenze di PG per le quali il Reparto è a supporto, ed in particolare gli equipaggi non devono essere impiegati singolarmente o in modo isolato.

Il SAP ha chiesto che si provveda ad integrare il Decreto attraverso l’emanazione contestuale di una circolare esplicativa e di dettaglio in modo da garantire omogeneità di interpretazione su tutto il territorio.

Inoltre, è stata fatta presente l’importanza che gli equipaggi siano sempre costituiti da tre operatori atteso che anche la prossima fornitura di autovetture non sarà equipaggiata con blindature ( sono in arrivo 75 auto Jeep Renegade e 20 Giulietta A.R).

Con l’occasione il SAP ha ribadito le annose problematiche che affliggono il personale.

Prima di tutto la questione sicurezza. Fondamentale è stata rappresentata anche la necessità di una formazione continua, alla luce dei diversi scenari operativi in cui il personale si trova ad operare.

Oltre a ciò è stato fatto presente che non tutto il personale in organico ai Reparti è dotato del secondo caricatore. Al riguardo il Direttore Centrale degli Affari Generali ha anticipato che a breve sarà convocato un incontro per regolamentare in modo omogeneo la materia.

E’ stato anche stigmatizzato l’impiego dei Nuclei in servizi fuori sede giornalieri, dove sono previsti circa 250/300 chilometri di percorrenza per il raggiungimento della sede di servizio ed il rientro. Tale circostanza oltre ad esporre a rischi inutili il personale che spesso ha dovuto viaggiare in condizioni climatiche ed atmosferiche avverse è contrario alla normativa sulle missioni che prevede la missione giornaliera solo per trasferimenti che non superino i 90 minuti di viaggio.

Il Sap per ultimo, ma non meno importante ha richiesto il riconoscimento delle indennità specifiche e l’adeguamento dei monte ore di straordinario anche in considerazione dell’incremento organico dell’ultimo anno.

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