Pansa: sospetti connubi terroristi – migranti. SAP: lo sosteniamo da tempo (lanci agenzie stampa ANSA)

Immigrazione: Sap, terroristi coinvolti? Lo diciamo da tempo

(ANSA) – ROMA, 4 GIU – “Il prefetto Pansa sostiene oggi quel
che noi diciamo da almeno un anno, ricevendo in cambio spesso
accuse strumentali di partigianeria politica. Le organizzazioni
terroristiche non solo sono coinvolte nel traffico di migranti,
ma i terroristi stessi utilizzano i barconi per arrivare in
Italia e in Europa. Questo allarme è stato lanciato da tempo dai
servizi segreti di mezzo mondo”. Lo afferma Gianni Tonelli,
segretario generale del sindacato di polizia Sap.
“Crediamo che per ovvie ragioni in passato – rileva Tonelli –
il capo della polizia abbia mostrato maggior cautela perché
eravamo in piena polemica ‘mare nostrum’ e bisognava assecondare
gli indirizzi governativi. Siamo convinti che le dichiarazioni
di Pansa abbiano oggi soprattutto una funzione preventiva perché
crediamo che ci saranno presto novità sul fronte immigrazione e
terrorismo”. (ANSA)

Pansa, sospetto terroristi coinvolti traffico migranti

(ANSA) – ROMA, 4 GIU – “L’anno scorso e nei primi mesi di
quest’anno non si avevano segnali, mentre negli ultimi tempi si
hanno elementi di sospetto per ritenere che organizzazioni
terroristiche operanti in Libia siano coinvolte nella gestione
del traffico di migranti”. Lo ha detto il capo della polizia,
Alessandro Pansa, in audizione alla prima Commissione della
Camera. A differenza dei mesi scorsi, ha
spiegato successivamente il capo della Polizia, “abbiamo oggi
dei sospetti che ci possa essere in Libia il coinvolgimento del
terrorismo e, soprattutto, uno sfruttamento economico da parte
loro del traffico di migranti”. “Non abbiamo però – ha aggiunto
– ad oggi alcun elemento per dire che terroristi si imbarcano o
vengono mandati in Italia”.
Pansa ha poi ribadito che “è evidente che non possiamo
escluderlo, visto che il flusso è enorme. Il rischio dunque
esiste ma non esiste alcun riscontro ad oggi”. Dall’analisi di
intelligence ed investigatori, ha proseguito, “risulta che, per
quel che riguarda l’Isis, fa la chiamata a sé, in Siria o in
Libia. Non manda i combattenti verso il nostro territorio.
Questo risulta”. E dunque, “il sospetto principale – conclude –
è che in questi territori, Libia ma anche Eritrea, i gruppi
terroristi possano sfruttare il traffico di migranti a fini
economici, per poi finanziare quello che vogliono. Si tratta di
un sospetto, di cui non abbiamo riscontri”. (ANSA)