La battaglia del pane 2 – Sindacato Autonomo di Polizia

La battaglia del pane 2

Come anticipato nei giorni scorsi è iniziata con un primo incontro fra il direttore dei Servizi di Ragioneria Prefetto F. Ricciardi, accompagnato dal direttore delle Relazioni Sindacali dr. Tommaso...
Come anticipato nei giorni scorsi è iniziata con un primo incontro fra il direttore dei Servizi di Ragioneria Prefetto F. Ricciardi, accompagnato dal direttore delle Relazioni Sindacali dr. Tommaso Ricciardi, e le sigle sindacali (per la nostra il Segr. Nazionale Dressadore), l’analisi degli aspetti critici del servizio di vettovagliamento. Dopo un’anticipazione a volume basso fatta in una precedente riunione è ricomparsa la proposta di aumento del costo della mensa. Unico fra gli astanti, il SAP ha chiarito che anche stavolta farà le barricate e userà ogni modo possibile per impedire l’ennesima penalizzazione alle già vuote tasche dei colleghi. Ignorando la gravità della cosa, il tavolo si é concentrato sulle situazioni che richiedono migliorie alla normativa, come l’erogazione del doppio buono pasto quandi vi è il diritto sia al primo che al secondo ordinario o l’elevazione del valore del buono mensa da € 4,65 e la sua parificazione al ticket pasto di € 7. Per le altre discrasie, come il mancato pasto nel corso dell’attività di lavoro straordinario, i pasti sostitutivi in OP con sacchetto o in contenitori riscaldabili e varie altre che sono determinate da errate interpretazioni delle regole, si dovrà elaborare una circolare, da porre alla firma del Capo della Polizia, in cui si faccia chiarezza, che azzeri le storture e le differenze con le più vantaggiose disposizioni in vigore nelle altre Forze di Polizia. Anche per i generi di conforto si proverà ad analizzare ed eventualmente adottare modalità di fornitura alternative, erogando il controvalore in moneta o in capacità di spesa. Resta inteso, come detto, che nulla può, secondo il SAP, giustificare un aumento della spesa per l’accesso alla mensa e questo per tanti motivi, a partire dalla considerazione che l’aggiornamento delle tariffe andrebbe prima realizzato nelle voci ”
entrate”
(ci sono indennità il cui importo è bloccato dalla notte dei tempi!) che non nelle ”
uscite”
, per arrivare alla valutazione di tagli non già nei servizi, bensì nelle mostruosità dell’organizzazione, prima fra tutte il gigantismo del Ministero e del Dipartimento: contiamo, per esempio, quante Direzioni Centrali ci sono! Un aumento della mensa produrrebbe una perdita secca nell’economia di un poliziotto di entità pari ad un contratto: sono molti quelli che accedono alla mensa praticamente tutti i giorni e fra di loro certamente i neo agenti, quelli con lo stipendio più basso, destinati lontano da casa e di fatto senza alternativa all’utilizzo del vettogliamento di reparto. Siamo pronti a difendere questo baluardo.
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