INCONTRO CON IL MINISTRO DELL'INTERNO MATTEO PIANTEDOSI

INCONTRO CON IL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI

Nel primo incontro con il neo Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il SAP ha ritenuto di dover rappresentare le necessità che nel medio e breve termine è indispensabile perseguite onde...

Nel primo incontro con il neo Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il SAP ha ritenuto di dover rappresentare le necessità che nel medio e breve termine è indispensabile perseguite onde evitare una debilitazione dell’apparato delle Pubblica Sicurezza che ancora patisce le conseguenze della spending review e dei tagli della famigerata legge Madia. All’incontro erano presenti anche i Sottosegretari di Stato On. Nicola Molteni, On. Wanda Ferro e On. Emanuele Prisco oltre al Capo della Polizia Prefetto Lamberto Giannini.

Preliminarmente abbiamo mostrato il nostro  apprezzamento nei confronti del nuovo Esecutivo per aver trattato la questione dell’ergastolo ostativo nel primo Consiglio dei Ministri, mentre abbiamo sottolineato il nostro disappunto per aver licenziato sempre in Consiglio dei Ministri lo schema relativo alle procedure per la contrattazione del personale delle forze armate e forze di polizia a ordinamento militare senza il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali.

Gli argomenti trattati sono stati i seguenti:

ORGANICI: Gli organici della Polizia di Stato sono carenti di circa 10.000 unità; è necessario finanziare un veloce percorso di ripianamento. È indispensabile pertanto bandire concorsi di arruolamento e nelle more procedere con lo scorrimento delle graduatorie ancora valide. Al fine di fronteggiare i prossimi tre anni in cui sono previsti circa 12.000 pensionamentiper raggiunti limiti di età abbiamo proposto l’utilizzo della metodologia formativa adoperata negli anni ’80 e ’90 per gli Agenti Ausiliari di Polizia consistente in un primo corso di preparazione di 4 mesi presso gli Istituti di istruzione, seguito da 2 anni di tirocinio (valido strumento anche per effettuare un’ulteriore verifica e selezione del personale) e infine ulteriori 4 mesi di corso per il completamento della formazione prima dell’immissione in ruolo. Questa modalità addestrativa consentirebbe di superare le criticità previste per i prossimi tre anni causate dai pensionamenti e di sfruttare al massimo le attuali disponibilità di posti negli istituti di istruzione senza che la formazione ne risenta negativamente. Terminata la fase critica i corsi potrebbero tornare alla loro originaria durata di un anno.

         GARANZIE FUNZIONALI: oggi gli operatori di Polizia non sono messi nella condizione di poter  servire il Paese al meglio. Per questo serve:

  • TUTELA LEGALE: vanno ampliate le tutele legale in favore degli operatori delle forze dell’ordine sottoposti a procedimento penale per fatti di servizio. Gli operatori, inoltre, vanno manlevati dal sostenere di tasca propria le spese legali.
  • PROTOCOLLI OPERATIVI chiari che individuino cosa si può fare negli interventi di polizia e come lo si può fare.
  • TASER: i risultati molto positivi dei primi mesi di utilizzo di questo strumento indicano l’opportunità di estenderlo anche ad altri settori per cui ne va aumentata la disponibilità attraverso una dotazione maggiore
  • BODYCAM: acquisita la sperimentazione positiva vanno distribuite a tutti gli operatori che effettuano controllo del territorio e contrasto a ogni forma di criminalità per garantire massima trasparenza ed evitare strumentalizzazioni o false denunce.
  • OLTRAGGIO, VIOLENZA E RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE sono norme blande e inefficaci. Per come oggi sono applicate, esse non svolgono la necessaria funzione di deterrenza e chi commette questi reati non trascorre nemmeno una notte in carcere.
  • PROCEDIMENTO PENALE SPECIALE e veloce per i casi in cui l’operatore sia sottoposto a procedimento penale, prevedendo una speciale formula di archiviazione nel caso in cui sussistano cause di giustificazione del reato (artt. 50, 51, 52, 53 e 54 c.p.)

PREVIDENZA DEDICATA: a causa della mancata attivazione per ben 26 anni della previdenza complementare gli operatori delle forze dell’ordine, terminato il periodo di servizio, rischiano di ottenere una pensione che non gli garantirebbe un’esistenza libera e dignitosa. Per questo motivo nell’ultima Legge di Bilancio siamo riusciti a far stanziare le necessarie risorse per attivare un primo step di “Previdenza Dedicata”. Manca però il provvedimento attuativo che a nostro avviso deve essere realizzato con la massima urgenza.

CONCORSI INTERNI: in questi ultimi anni si è potuto verificare che il sistema concorsuale interno non è funzionale all’apparato. Lunghe e farraginose procedure hanno causato ritardi nella conclusione delle procedure e nella pubblicazione dei bandi successivi. Questo provoca importanti carenze organiche nei Ruoli intermedi con gravi ripercussioni sull’apparato. Serve pertanto una revisione delle procedure concorsuali con la previsione dell’eliminazione della prova orale dove sia prevista anche la prova scritta e nella valutazione dei titoli una semplificazione dei titoli sottoposti ad esame. Tale intervento deve essere immediato e a partire dal concorso per 1.141 Vice Ispettori. Inoltre, per rimediare ai ritardi nelle procedure abbiamo chiesto di intervenire attraverso lo scorrimento delle graduatorie ancora valide. A tal fine potrebbe essere valutata l’opportunità di realizzare un correttivo al riordino delle carriere per armonizzare i percorsi di carriera e rimediare alle storture dell’ultimo riordino.

POTENZIAMENTO DELLA FORMAZIONE: di fondamentale importanza potenziare la formazione riprendendo i corsi in presenza al fine di meglio qualificare il personale che acquisisce la nuova qualifica.

NO AL TRATTENIMENTO IN SERVIZIO OLTRE I LIMITI ORDINAMENTALI: una norma scellerata che si riverberebbe negativamente sui nostri organici, provocando un innalzamento dell’età media del personale e pertanto un chiaro nocumento all’efficienza dell’apparato. Inoltre, provocherebbe l’interruzione del turnover con i nuovi agenti, il blocco dei concorsi interni e della mobilità del personale.

SERVIZI CONTRASTO IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: servono protocolli operativi e norme adeguate a rendere i nostri servizi di contrasto all’immigrazione clandestina sicuri e tutelati. Gli hotspot e i centri di accoglienza spesso sono inadeguati rispetto alla funzione che devono svolgere e gli operatori delle Forze dell’Ordine sono costretti a gestire i frequenti momenti di tensione che si creano all’interno e a contenere i continui tentativi di fuga.

DOTAZIONI E DIVISE ADEGUATE: giubbetti e guanti antitaglio, auto efficienti, sostituzione dell’attuale arma lunga, strumenti all’avanguardia, divise adeguate e in numero sufficiente.

ASSISTENZA SANITARIA: serve uno strumento assicurativo, già presente nel comparto militare, di assistenza sanitaria integrativa.

STRAORDINARI: principalmente a causa della carenza di organico, ma anche per la natura del nostro servizio che in determinati contesti non può essere interrotto, gli operatori delle Forze dell’Ordine sono obbligati ad effettuare turni di straordinario, molte delle quali vengono pagate con estremo ritardo. Ad oggi, ad esempio, l’arretrato inevaso risale a ottobre 2021. Sono indispensabili risorse adeguate affinché ogni prestazione venga liquidata regolarmente.

INDENNITÁ DI SPECIALITÁ: nonostante gli Enti concessionari (società concessionarie delle Autostrade, Poste e Trenitalia) versino regolarmente i corrispettivi delle indennità per il personale, il MEF eroga le spettanze con irragionevole ritardo.

CONTRATTI: è indispensabile concludere le procedure relative all’area negoziale dirigenziale, essendo già scaduto un primo triennio contrattuale e in via di scadenza il secondo triennio. Vanno previste risorse adeguate in funzione della specificità della nostra professione di cui all’art. 19 L. 183 del 4 novembre 2010 per tutto il personale del Comparto Sicurezza al fine di poter procedere al rinnovo del contratto di lavoro riconoscendo aumenti adeguati.

BUONI PASTO E GENERI DI CONFORTO IN BUSTA PAGA: i  ticket o card ricaricabili presentano sistematicamente innumerevoli problematiche: vengono erogati con notevole ritardo e non tutti gli esercizi commerciali li accettano perché dal valore nominale devono detrarre costi importanti.

DEFISCALIZZAZIONE DEGLI STRAORDINARI: uno strumento per valorizzare il lavoro in eccesso necessario per completare le attività svolte durante il turno ordinario e a cui spesso si fa ricorso per compensare la carenza di organico.

ALLOGGI DI SERVIZIO: vi è grande carenza di sistemazioni negli alloggi collettivi di servizio e questo va a discapito principalmente dei neo agenti che, non potendo essere assegnati nelle regioni di nascita e di residenza nonché in quelle limitrofe, sono obbligati a prestare servizio lontano dai loro nuclei familiari e a dover sostenere per l’affitto spese decisamente elevate rispetto alla retribuzione percepita. Molti alloggi collettivi di servizio sono venuti meno a causa della mancata manutenzione e pertanto delle condizioni indecorose degli edifici. Servono quindi investimenti adeguati per ripristinare il più alto numero possibile di posti letto.

POLITICA DELLA CASA: servono misure di sostegno delle politiche della casa per garantire un utile inserimento dei poliziotti nel contesto sociale in cui operano attraverso iniziative di edilizia agevolata.

D.LGS 151/2001 ART.42 BIS: il diritto all’aggregazione sino a tre anni vicino al proprio nucleo famigliare per gli operatori con figli minori di anni 3 deve essere un diritto pienamente riconosciuto anche a tutte le donne e gli uomini del comparto sicurezza.

MENSE DI SERVIZIO: non è più sostenibile un sistema che, a fronte di un aumento del 30% medio degli alimenti e delle materie prime, aggiudichi gli appalti per le mense di servizio con gare al massimo ribasso. Nelle ultime gare l’appalto è stato aggiudicato addirittura a cifre inferiori rispetto a quelle del precedente contratto.

PULIZIE: anche su questo servizio incide pesantemente la modalità delle gare d’appalto al massimo ribasso, determinando inevitabilmente pesanti carenze e situazioni in cui le condizioni igieniche degli uffici di polizia sono assolutamente indecorose.

MANUTENZIONE UFFICI E REPARTI DI POLIZIA: la scarsa disponibilità di risorse finanziarie e la morosità nelle situazioni di locazione determinano spesso condizioni indecenti degli edifici che ospitano i nostri uffici, lacune negli impianti, carenze di mobilio.

         Il Ministro ha assicurato la dovuta a attenzione da parte dell’Esecutivo nei riguardi della sicurezza e che nello sviluppo della legge di bilancio saranno individuate le risorse per i primi importanti interventi. In particolare ha anticipato che si stanno effettuando le necessarie valutazioni per il ripianamento del ruolo ispettori. L’incontro si è concluso con l’impegno, nel breve termine, di valutare la fattibilità degli interventi necessari e di stabilire un cronoprogramma per la realizzazione delle questioni più importanti.

 

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