Immigrazione, modifica norme accesso Eurodac – Sindacato Autonomo di Polizia

Immigrazione, modifica norme accesso Eurodac

La Commissione Europea si appresta a modificare le regole per l&#39accesso a Eurodac, la banca dati in cui vengono conservate le impronte digitali dei richiedenti asilo e degli immigrati...
La Commissione Europea si appresta a modificare le regole per l&#39accesso a Eurodac, la banca dati in cui vengono conservate le impronte digitali dei richiedenti asilo e degli immigrati clandestini, nell&#39ottica di poter usufruire di questo strumento anche nella lotta al terrorismo e alla criminalita&#39 organizzata, pur salvaguardando il diritto alla privacy. Nei prossimi giorni il commissario competente, Jacques Barrot, presentera&#39 ai suoi colleghi una proposta di modifica del regolamento istitutivo di Eurodac – che risale al 2000 – in cui vengono fissate le condizioni in base alle quali i dati conservati nella banca dati europea potranno essere utilizzati anche in ambito investigativo.
Al fine di tutelare la privacy dei richiedenti asilo, le loro impronte digitali potranno essere visionate dagli organi di polizia, ad esempio, solo in presenza di una precisa richiesta della magistratura. Inoltre, a quanto si e&#39 appreso, particolari misure di tutela sono state previste per i rifugiati politici piu&#39 esposti a rischi di persecuzione.
Eurodac e&#39 stata istituita per consentire la corretta applicazione della Convenzione di Dublino sulla competenza per l&#39esame delle domande di asilo. La banca dati permette agli Stati membri di identificare i richiedenti asilo e le persone fermate mentre attraversano irregolarmente una frontiera esterna della Comunita&#39.
Confrontando le impronte, e&#39 possibile verificare se un richiedente asilo o un cittadino straniero ha gia&#39 presentato una domanda in un altro Stato membro o se un richiedente asilo e&#39 entrato irregolarmente nel territorio dell&#39Unione.
Oltre alle impronte digitali, i dati trasmessi dagli Stati membri indicano lo Stato membro d&#39origine, il luogo e la data dell&#39eventuale domanda d&#39asilo, il sesso, un numero d&#39identificazione, nonche&#39 la data in cui sono state prese le impronte digitali. Le impronte sono rilevate per ogni persona di piu&#39 di 14 anni.
Per i richiedenti asilo, i dati sono conservati per dieci anni, salvo se l&#39interessato ottiene la cittadinanza di uno degli Stati membri, caso in cui devono essere immediatamente cancellati.
Per i cittadini stranieri fermati in occasione dell&#39attraversamento irregolare di una frontiera esterna, sono conservati per due anni a decorrere dalla data alla quale le impronte digitali sono state rilevate e vengono cancellati immediatamente se lo straniero ottiene un permesso di soggiorno, lascia il territorio degli Stati membri, acquisisce la cittadinanza.

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