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IL SAP NELLA STORIA DELLA LEGGE 121 DEL 1981

Abbiamo recentemente ricordato i quarant’anni dalla Legge 121/81, definita una vera e propria “Magna Carta Libertatum” che ridisegnò un nuovo assetto della Polizia. Il tema dei diritti politici e sindacali degli appartenenti fu uno dei cardini che contribuì a inaugurare una Polizia di Stato più moderna ed efficiente. La legge 121 ruppe il divieto di associarsi in sindacati, con la prescrizione però che fosse vietata l’affiliazione di carattere organizzativo con associazioni sindacali di altre categorie di lavoratori, salvaguardandone così l’autonomia. In questo percorso di tutela delle garanzie e degli interessi degli appartenenti alla Polizia di Stato, il Sap ha recitato sicuramente un ruolo da protagonista. Alcune immagini pubblicate sul volume “La riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza”, edito dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza per celebrare i 40 anni della Legge di riforma del 1 aprile 1981, focalizzano alcuni momenti di storia, come la firma nel 1983 del primo accordo per il contratto nazionale di lavoro tra il Ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro e i rappresentanti di Sap e Siulp e il primo congresso del Sap svoltosi nel febbraio del 1983. Nell’ottica di una necessaria e costante visione verso le sfide del futuro, il Sap ha da tempo abbracciato il progetto di partecipare attivamente ai lavori del CESP, il Consiglio Europeo dei Sindacati di Polizia. L’organizzazione, da anni ricopre un ruolo fondamentale nell’assemblea delle ONG in ambito Comunitario e si caratterizza come strumento indispensabile di promozione delle giuste rivendicazioni dei poliziotti verso le Istituzioni Europee. Nel 2018, proprio un rappresentante del Sap, Massimo Denadier, alla conclusione del 10° Congresso del CESP svoltosi in Lituania, è stato rieletto all’unanimità Segretario Generale Aggiunto.