Editoriale #27: Reato di tortura, il ddl dell’anti-Polizia – Sindacato Autonomo di Polizia

Editoriale #27: Reato di tortura, il ddl dell’anti-Polizia

E’ passato un anno esatto e, a dirla tutta, eravamo convinti che il disegno di legge sul reato di tortura fosse stato derubricato per quello che effettivamente è: un’idea...
E’ passato un anno esatto e, a dirla tutta, eravamo convinti che il disegno di legge sul reato di tortura fosse stato derubricato per quello che effettivamente è: un’idea balzana.

E invece la maggioranza di governo, nel corso della settimana scorsa, è tornata a parlarne cercando addirittura di calendarizzarne il voto in Senato.

E noi, ancora più puntuali del governo, torniamo a dare battaglia sul tema.

Faremo le barricate come abbiamo già fatto in passato, se necessario, contro una riforma che non solo renderebbe impossibile agli agenti lo svolgimento del proprio lavoro, ma andrebbe anche ad aumentare a dismisura la pressione psicologica che sarebbero costretti a sopportare.

No, questo progetto di riforma ‘non s’ha da fare’: ci esporrebbe al ricatto della delinquenza e della criminalità.

Siamo ancora in tempo, dunque, per fermarlo; per non essere criminalizzati vedendo messa costantemente in dubbio la nostra credibilità e la nostra affidabilità.
Non si può, nel 2016, rispondere alle becere logiche dell’“educarne cento”.
Le mele marce, si sa, si trovano in ogni settore lavorativo, ma un ddl di questo tipo che – diciamolo fuori dai denti: muove da normative sovranazionali che troppo spesso non tengono in considerazione le logiche nazionali, né i cittadini e i lavoratori – mette a repentaglio il nostro lavoro e il diritto di tutti.
Come in più occasioni abbiamo ribadito, siamo più che d’accordo nel voler punire i comportamenti di tortura; nell’ordinamento italiano, come sappiamo, sono sanzionati numerosi comportamenti quali il sequestro di persona, quello di violenza privata, le lesioni dolose, l’abuso d’ufficio.
Ma questo reato di tortura no!
Non può e non deve essere inserito nell’ordinamento italiano perché, sotto mentite spoglie, è un vero e proprio manifesto ideologico contro le Forze dell’ordine e contro tutti i cittadini italiani, troppo spesso abbandonati al proprio destino e che invece, come in ogni democrazia che si rispetti, hanno il pieno diritto alla sicurezza.
La nostra non è una posizione di difesa corporativa.
Il Sap, infatti, è il sindacato che ha proposto le telecamere sulle divise degli agenti, in tutte le volanti e in ogni cella di sicurezza, proprio per garantire la massima trasparenza.
Ma non possiamo accettare una posizione ideologica contro i servitori dello stato che, a tutti gli effetti, è un ddl anti-Polizia. 


SAP FLASH #27
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