Convenzioni Farlocche della TIM – Sindacato Autonomo di Polizia

Convenzioni Farlocche della TIM

La Segreteria Nazionale del SAP, ha ricevuto diverse segnalazioni dai colleghi della Polizia di Stato, per il malfunzionamento del servizio di telefonia mobile della TIM, su SIM ricaricabili, relative...
La Segreteria Nazionale del SAP, ha ricevuto diverse segnalazioni dai colleghi della Polizia di Stato, per il malfunzionamento del servizio di telefonia mobile della TIM, su SIM ricaricabili, relative alla Convenzione “TIM to Power”.

Sono state riscontrate in molteplici occasioni, delle serie difficoltà nel contattare il servizio clienti, non si sa se per problematiche tecniche o commerciali, il risultato, è stato quello di non riuscire a parlare con gli operatori della Tim per cercare di risolvere il problema.

A questo si aggiunge anche, che, alcuni utenti hanno rilevato addirittura un debito economico, condizione ontologicamente inconciliabile con la funzione di SIM ricaricabile (che non dovrebbe consentire l’utilizzo oltre il credito a disposizione).

Come se non bastasse, bisogna evidenziare, ulteriori problematiche tecniche relativamente alla Convenzione denominata “Tim TUO”, che può essere attivata solo su SIM Card con profili in abbonamento e permette la fatturazione diretta, da parte di Telecom all’Utilizzatore, dell’importo relativo al Traffico effettuato a carico dell’Utilizzatore.

E’stata individuata inoltre da alcuni utenti, l’impossibilità ad utilizzare il “trasferimento di chiamata”, comportando ciò una gravosa difficoltà dell’utilizzo dell’apparecchio ogni qualvolta l’utenza non sia immediatamente raggiungibile ovvero si sovrappongano molteplici chiamate.

Si legge infatti nella Convenzione che: “Mediante l’utilizzo del codice 4146, il traffico voce nazionale, internazionale e roaming originato e il traffico SMS nazionale e internazionale verso altre numerazioni mobili sarà considerato Traffico a carico dell’Utilizzatore”.

Nello specifico tuttavia non è dato comprendere quale sia la finalità concreta dell’utilizzo obbligatorio del prefisso 4146 e sul punto si domanda espressamente una chiarificazione, ossia in cosa consista specificamente il traffico effettuato “a carico dell’utilizzatore”, poiché allora necessariamente dovrà sussistere anche un traffico a carico dell’Amministrazione e quindi dei parametri precisi mediante i quali individuarlo. Ad ogni buon conto, l’utilizzo del prefisso 4146 appare comunque indiscutibilmente vessatorio e sfavorevole ai danni del consumatore, poiché per accedere alla comunicazione personale occorre attivare ogni volta una procedura tecnica contorta e con tempistiche tali da inibire concretamente un immediato utilizzo dell’apparecchio telefonico, tanto che non è possibile nemmeno il ricontatto immediato del numero chiamante o chiamato.

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