Colpo mortale alla sacra corona unita grazie alla POLIZIA di STATO – Sindacato Autonomo di Polizia

Colpo mortale alla sacra corona unita grazie alla POLIZIA di STATO

Grande operazione delle Squadre Mobili di Brindisi e Lecce che, dopo due anni di sacrifici ed indagini, hanno assicurato alle patrie galere il boss della sacra corona unita, Francesco...
Grande operazione delle Squadre Mobili di Brindisi e Lecce che, dopo due anni di sacrifici ed indagini, hanno assicurato alle patrie galere il boss della sacra corona unita, Francesco Campana.
Un colpo mortale alla mafia pugliese che dimostra, ancora una volta, la grande professionalita’ della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine, nonostante certa politica e certi politicanti…
Orgogliosi di essere Poliziotti!


MAFIA: PRESO CAMPANA, PRIMULA ROSSA SACRA CORONA UNITA
BLITZ POLIZIA STANA BOSS

(ANSA) – ORIA (BRINDISI), 23 APR – Non ha opposto alcuna resistenza mentre veniva ammanettato. Anzi con gli agenti della Squadra mobile di Brindisi, per rompere il ghiaccio, ha commentato la puntata di ieri della serie televisiva ‘Squadra antimafia 3′. Francesco Campana, 38 anni, di Mesagne (Brindisi), ritenuto il capo della Sacra corona unita, ha finito all’alba una latitanza di due anni ed e’ stato catturato ad Oria in un’abitazione del centro storico. Con lui c’era la fidanzata, Lucia Monteforte, di 45 anni, denunciata per favoreggiamento personale insieme al padrone di casa, Angelo Mingolla.
Il procuratore antimafia di Lecce, Cataldo Motta, lo definisce un ‘emergente legato al passato’, visto che non ha mai smesso di avere contatti con i capi storici della Scu, Pino Rogoli e Salvatore Buccarella. Ma anche un uomo di ‘grande cultura’. Il magistrato ha ricordato che quando era in carcere scrisse, ma gli furono sequestrate, perche’ ritenute ‘allusive’, due lettere indirizzate a Rogoli e al fratello Antonio riportanti stralci di brani di Orazio Flacco e Seneca.
La Scu nacque negli anni ’70 proprio a Mesagne su iniziativa di Rogoli e di una pattuglia di sicari spietati, pronti a tutto pur di mettere le mani su ogni traffico illecito. Di quella struttura Campana aveva da un po’ di tempo preso le redini anche se, da un lato la latitanza e dall’altro la scelta di allontanarsi dalla natia Mesagne, per non entrare in conflitto con boss emergenti come Massimo Pasimeni ed Ercole Penna (poi divenuto collaboratore di giustizia), gli avevano consigliato di spostarsi nella zona di Brindisi e di cambiare frequentemente domicilio per non essere intercettato. Ma gli uomini della Squadra mobile erano da tempo sulle sue tracce e oggi hanno fatto il blitz.
Lo cercavano da un paio di anni, quando aveva violato gli obblighi di dimora e della sorveglianza speciale. Dal maggio 2010 pendeva su di lui una condanna definitiva a nove anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti.
Un bandito diverso dallo stampo classico dell’organizzazione che guidava: durante il suo ultimo periodo di reclusione aveva intrapreso studi universitari in Sociologia del diritto. Una ostentazione di cultura, ma forse – come sospettano gli inquirenti – un modo originale per inviare ‘pizzini’ all’esterno del carcere. Per la Dda e’ stato lui a capo delle bande che hanno taglieggiato centinaia di commercianti e imprenditori e responsabile delle decisioni su numerosi attentati dimostrativi.
La Scu appare ora disarcionata e sara’ necessario del tempo per stabilire se sara’ la sua fine o se qualcuno riuscira’ a prenderne le redini, con la benedizione dei capi storici destinati a rimanare in carcere a lungo. (…) (ANSA) B19-DES 23-APR-11 15:55


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