AGENTI AGGREDITI ANCORA UNA VOLTA SUL TRENO PER RAVENNA

AGENTI AGGREDITI ANCORA UNA VOLTA SUL TRENO PER RAVENNA

Niente tutele, nessuna garanzia, eppure il loro lavoro lo svolgono senza battere ciglio. Sempre a fianco di chi ha bisogno. A cavallo della mezzanotte tra venerdì e sabato, su...

Niente tutele, nessuna garanzia, eppure il loro lavoro lo svolgono senza battere ciglio. Sempre a fianco di chi ha bisogno. A cavallo della mezzanotte tra venerdì e sabato, su un treno diretto a Ravenna, racconta l’ennesima aggressione nei confronti di un agente Polfer.
Il capotreno, mentre si aggirava tra ¡vagoni, ha notato due giovani nordafricani in stato di semi incoscienza. Ha tentato di svegliarli, ma erano completamente alterati, non è chiaro se da alcol, sostanze o un mix di entrambi, e ha deciso di chiamare il 118 e la Polfer. Quando i sanitari sono riusciti a rianimare i due, uno ha tirato fuori un cutter e ha iniziato a tagliarsi.
L’ispettore della Polfer a quel punto si era lanciato in soccorso del 23enne per disarmarlo, ma si è visto aggredire dallo stesso. La furia del giovane, sconosciuto allo Stato e dell’età di 23 anni, cha travolto l’agente colpendolo alla testa e al torace. L’aggressione ha procurato al poliziotto una grossa ferita con trauma cranico e la rottura di due costole. Anche un altro poliziotto, intervenuto per soccorrere il collega, ha riportato lesioni. Alla fine i due ragazzi di 23 e 26 anni sono stati arrestati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma come copione vuole, oggi si trovano già a piede libero.
Tra una battuta amara e una punta “ironica” dice Gianni Tonelli, deputato della Lega e Segretario Generale Aggiunto del sindacato di polizia Sap al resto del Carlino: «Scommetto un caffè con chiunque che si presenteranno proprio al processo. È necessario rimettere mano con serietà alla materia: questi episodi accadono perché certe persone, che non hanno nulla da perdere, sanno che le forze dell’ordine, in Italia, sono l’anello debole della catena. Nei loro Paesi mai alzerebbero un dito contro la polizia. Ma qui si sentono impuniti. Non è più accettabile un Paese che non tutela i suoi poliziotti e che garantisce impunità ai delinquenti».

Sulla stessa lunghezza d’onda Tonino Guglielmi del Sap di Bologna: «Fino a poco tempo fa – scrive il Sindacato autonomo di polizia – chi usava oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale poteva vedersi archiviato il reato per lieve tenuità del fatto oggi le pene sono comunque ancora blande e per tanto non svolgono la funzione preventiva di deterrenza. Per poter espletare la nostra funzione al meglio è indispensabile che l’ordinamento ci tuteli in modo adeguato».

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