A non più rivederci – Sindacato Autonomo di Polizia

A non più rivederci

Prefetto Pansa, per quanto mi sforzi non riesco a non essere contento della sua uscita dalle funzioni di Capo della Polizia. La mia non è una avversità personale e...
Prefetto Pansa, per quanto mi sforzi non riesco a non essere contento della sua uscita dalle funzioni di Capo della Polizia.

La mia non è una avversità personale e lo dimostra il fatto che più volte ho tentato, nell’interesse collettivo, di appianare o mitigare la conflittualità ma “non se ne è fatto nulla” perché a lei servivano solo dei servi e il SAP, per converso, è fatto di uomini.

Anche la sua lettera alla comunità interna alla Polizia dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che le nostre posizioni erano giuste e giustificate.

Sembra quasi volesse raccontare una favola.

Purtroppo, Prefetto Pansa, i poliziotti non sono più bambini che credono nell’Isola che non c’è e immaginano di volare con Peter Pan.

Lei descrive una realtà surreale che non corrisponde ai parametri di vita che i poliziotti riscontrano quotidianamente. Il benessere e la serenità degli uomini e delle donne delle Forze dell’Ordine non sono state una priorità nè per lei nè per il Governo.

Ma partiamo dal principio.

Ha affermato che tre anni fa, quando si è insediato come nuovo Capo della Polizia, l’Italia stava attraversando un momento differente e difficile a causa dell’aspra crisi economica.

Ma che cosa è cambiato oggi?

La situazione a livello economico è cambiata?

Forse, e dico forse, partendo dall’ultimo rilevamento Istat – ripreso dai principali quotidiani nazionali – dove si legge che il tasso di disoccupazione è calato del 13%, mi sono perso un passaggio ed è forse aumentata?

Il tessuto economico è forse migliorato, oppure quello che cerca di fare, Prefetto, è di dare una descrizione della realtà che non esiste, magari per meri motivi di riconoscenza politica?

Scusi Prefetto Pansa, quale recupero sulle dinamiche salariali c’è stato?

Forse lo sbandierato sblocco del tetto salariale?

Quello che ci ha dato 10 da una parte e rubato 15 dall’altra?

Forse Lei non si è accorto o fa finta di non accorgersi dei 251 milioni che erano stai accantonati per il riordino delle carriere e che per contro ci sono stati sottratti?
Forse Lei non si è reso conto dei 50 milioni sottratti alla mutualità interna finanziata dai poliziotti, con la trattenuta dello 0,35% sulle nostre buste paga?

Forse non si è reso conto del trattamento pensionistico tagliato con danno enorme per chi era entrato prima del 1980 in Polizia?
Forse Lei non si è accorto che l’indennità di vacanza contrattuale fu bloccata al tasso inflattivo sfavorevole del 2014 che ci penalizza, come ci ha penalizzato il calo del 20% sulla produttività e altro?

Forse non ha ben compreso che anzichè stipulare un contratto di lavoro, come disposta dalla Corte Costituzionale, sono stati dati 80 euro una tantum di lavoro nero legalizzato?

Prefetto Pansa,si è mai chiesto perché istituzionalmente anche noi perseguiamo il lavoro nero? Perché non ha un fine previdenziale sulla liquidazione, sulle pensioni e non contribuisce alle necessità pubbliche con la tassazione.

Con un contratto normale avremmo ricevuto un aumento medio di 20/25 euro netti.

E questo significa un salto in avanti?

Solamente perché politicamente un contratto da 25 euro era politicamente un boomerang?

Lei parla di successi ottenuti e di aver riscosso risultati eccellenti contro la minaccia terroristica.

Di quale risultato encomiabile sta parlando in termini di risposta al terrorismo?

Forse si riferisce all’egregia risposta avuta dai 65 mila poliziotti che hanno frequentato, come è stato sbandierato in televisione e in tutte le sedi da Lei e dal Ministro Alfano, un corso antiterrorismo con “4” slide vergognose …

Si diventa forse chirurghi con un corso con “4” slide presentate in incorso di 3 ore?

Corso di formazione in cui viene indicato agli operatori che se si vuole colpire un bersaglio si deve collocare sulla linea di tiro dell’arma il bersaglio o se si è in due operatori a dover sparare contestualmente su un malvivente non bisogna mettersi uno di fronte all’altro per evitare di spararsi addosso?

E’ forse grazie a questo, che, potremmo sconfiggere il terrorismo?

Sono forse i GAP scaduti e comunque inidonei o i caschi marci o le pistole mitragliatrici mai revisionate, tutte del ‘77, ‘78 e ‘79, che potranno salvarci dalle sempre più pressanti minacce dei terroristi e dalla criminalità organizzata e comune?

Prefetto Pansa, Lei continua affermando che il 2015 è stato l’anno in cui si è registrato il più basso tasso di criminosità degli ultimi dieci anni.

Avrei molto da ridere sul fatto che la criminalità sia calata, a riprova di ciò vi è la mancata percezione dei nostri cittadini.
Infatti, sempre dai rilevamenti Istat, risulta che la prima preoccupazione dei nostri concittadini, è dovuta proprio ai problemi legati alla sicurezza, prima ancora che degli effetti nefasti della crisi economica.

Forse la gente – per questo la invito ad andare a parlare con i cittadini per strada – non denuncia più, perché non ha fiducia alcuna in questo Stato, visto che ogni giorno prende atto del fatto che le persone arrestate dagli uomini in divisa il giorno dopo vengono liberate …
Figuriamoci se perdono tempo ad andare a denunciare il furto di una cassetta per la posta o una bicicletta.
Per quanto riguarda le manifestazioni, sono forse calati gli scontri perché lo Stato è arretrato e perché si lascia fare come si vuole ai mascalzoni nelle piazze, come è successo a Milano, all’inaugurazione dell’Expo?
L’imperativo categorico è lasciate fare …

Ma per favore!

Quasi al termine della sua lettera, per fortuna, Dio ce ne scampi da ulteriori e prolungati sproloqui, parla di aver lasciato in eredità uno Stato di Polizia in forte ripresa in termini di efficacia ed efficienza …

Mi scusi ma se la situazione non fosse tragica ci

verrebbe spontaneamente da ridere.

Ma di quale efficienza e di quale efficacia d’azione sta parlando?

Quella di 4.000 uomini in meno di quando ha iniziato a guidarla?

Ogni anno in Polizia vanno in pensione 2.500 persone e, come avvenuto due anni fa, ne sono entrate solo 1377.

La gran parte dei “nuovi” sono stati inviati agli RPC, perché oramai le questure hanno perduto ogni capacità elastica di affrontare la seppur minima emergenza.

Si potrebbe parlare anche, inoltre, del suo progetto di chiudere 267 uffici di Polizia, bloccato e poi ripresentato l’anno successivo e nuovamente ribloccato causa della nostra seconda campagna contro la chiusura e i tagli ai presidi di Polizia?

Ciò per Lei significa razionalizzazione?

Io credo che non si possa parlare di una Polizia efficiente.

Non si taglia una gamba per irrorare meglio il resto del corpo se c’è mancanza di sangue, di energia, di soldi. I soldi in più non sono quelli stanziati per l’emergenza sbarchi neppure per l’Expo o il Giubileo.

Se facciamo un consuntivo reale di spesa e non di farloccherie di bilancio, la realtà che ci apparirà sarà ben diversa da quella che pretenderebbe di venderci.
Vogliamo, poi parlare del atteggiamento della sua gestione nei confronti del partito dell’Antipolizia, delle,naufragare regole d’ingaggio, dei numeretti o di altro?

Potrei continuare all’infinito oggettivando l’infondatezza della sua rosea e paradisiaca visione gestionale, ma non si deve preoccupare: queste sono solo le parole di un “CRETINO”.

E quindi hanno il peso che hanno.

Dalla formazione degli organici a qualsiasi altro problema, sono i poliziotti “CRETINI” ad affrontare il quotidiano.

Sono i “CRETINI” a vivere ogni giorno la carenza di mezzi, il mancato riconoscimento economico e il mancato sostegno per le loro azioni.

Le ricorda nulla il triste episodio del “CRETINO” allorquando fu proprio lei a definire tale un operatore di Polizia?

Chiudo con una precisazione importante: quando un dipendente padre di famiglia con una bimba di 6 anni, è andato in televisione (il 24 novembre a Ballarò) per far vedere i caschi marci, i giubbetti anti proiettile in scadenza, gli M12 del 1978 mai revisionati, le auto logore, la mancanza di formazione sul tiro dinamico e quant’altro, HA DETTO SOLAMENTE LA VERITÀ!

Per contro, non risponde, a verità quanto da Lei affermato nel decreto di sospensione dal servizio, ossia: “il dipendente deliberatamente prelevava materiale di vecchio tipo non più in uso al personale di Polizia di Stato per poi mostrarlo al giornalista.”

Quel materiale, era in uso ed è stato addirittura utilizzato nuovamente dal Commissariato Vescovio ed è lo stesso in dotazione in tutta Italia.

Questa è una verità inconfutabile, incontrovertibile, che può essere testimoniata da tutti i poliziotti che giudicheranno anche la sua lettera.

Tre dipendenti sono stati sospesi dal servizio e tutti e tre, sottoposti a procedimento disciplinare per promozione per merito straordinario per aver rischiato la propria vita al fine di salvarne altre.

Oggi avremmo potuto piangerli come eroi e come vittime del dovere e invece li sosteniamo come vittime di arroganza e di falsità di “palazzo” nel corso della sua gestione.

Sono stati sospesi in base a quattro sciocchezze e Lei ha lasciato in servizio soggetti rinviati a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa (sic!)

LA VERITÀ NON È UN REATO.

Queste sono le contraddizioni del nostro Paese e queste sono le contraddizioni della Sua gestione.

A non rivederci Prefetto Pansa!

I LOVE POLIZIA

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