Fondo: partita chiusa. Anq in dirittura d’arrivo Riordino: lettera a Maroni e a Manganelli

Roma, 6 luglio - Chiusa finalmente la partita sulla contrattazione di secondo livello e sul Fondo.
In dirittura d’arrivo anche i lavori per il nuovo Accordo Nazionale Quadro.
Situazione più complessa, invece, per il Riordino delle Carriere.
Sono questi i principali esiti della riunione che si è tenuta nei giorni scorsi al Dipartimento con il Sap e le altre organizzazioni sindacali, alla presenza del Vice Capo Vicario Prefetto Izzo, del Vice Capo Prefetto Calvo e del Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali Vice Prefetto Pazzanese. Cerchiamo, di seguito, di vedere nel dettaglio lo stato della situazione.

FONDO
E' stato deciso di sostituire la produttività collettiva con l'indennità di funzione.
Tale indennità sarà percepita da tutto il personale indistintamente ad esclusione di quelli che nel 2008 hanno interrotto il rapporto di impiego con l'Amministrazione (aspettativa per mandato politico, mandato amministrativo, distacco presso altre Amministrazioni, casi di sospensione obbligatoria dal servizio ecc.).
Dette indennità porteranno a percepire circa 1240 euro annui lordi di cui una parte sarà corrisposta entro il mese di agosto mentre il saldo avverrà quando il Ministero dell'Economia metterà a disposizione del Dipartimento la restante somma.
Restano invece confermate le altre indennità previste e cioè: la reperibilità, il cambio turno, i servizi resi in alta montagna e l'indennità forfetaria per i Reparti Mobili.

RIORDINO delle CARRIERE
Il Prefetto Calvo ha informato i sindacati sullo stato dei lavori relativi al Riordino delle Carriere e sui punti critici che si sono evidenziati dal confronto con le altre Amministrazioni del Comparto Difesa e Sicurezza.
Il SAP ha rappresentato la necessità di una riqualificazione di tutti i ruoli non disgiunta dalla necessità di valorizzare tutte le professionalità interne per un Riordino delle Carriere che porti reali benefici.
L'incontro si e' chiuso con un impegno ad approfondire le questioni e le criticità con le altre Amministrazioni del Comparto.
Certamente non accetteremo un Riordino penalizzante e anche per questo, assieme alle altre organizzazioni sindacali, abbiamo scritto una lettera al ministro dell’Interno Maroni e al Capo della Polizia Pref. Manganelli.

ACCORDO NAZ.LE QUADRO
Sono continuati i lavori per l'Accordo Nazionale Quadro e si prevede la definitiva stesura del testo entro la prossima settimana. Entro fine mese, quindi, il nuovo Anq dovrebbe essere ufficializzato.

G8 L'Aquila
All'incontro e' intervenuto il Vice Capo Vicario Prefetto Izzo.
Si é appreso che le aggregazioni del personale partiranno dal 3 di luglio, che sul posto saranno inviati due Funzionari dell'Ufficio Relazioni Sindacali e che il personale aggregato e' stato scelto nominativamente dalle Questure dopo che il Dipartimento ha indicato i numeri da assegnare.
Il Sap ha rappresentato la necessità che il Questore de L'Aquila avvii un confronto preventivo con i Segretari Provinciali dei sindacati al fine di definire le materie oggetto di contrattazione.
Infine la nostra organizzazione ha anche chiesto di valutare la possibilità di non far indossare in modo permanente il gilet tattico al personale in servizio di OP dei Reparti Mobili, in quanto crea problemi all'operatore.
E da parte del Dipartimento sono arrivate rassicurazioni: presto sarà emanata una disposizione ad hoc.

Orgogliosi di essere SAP

Lettera a Maroni e a Manganelli

Dal Flash n.27 del 6 luglio 2009

Al ministro dell’Interno Roberto Maroni

e p.c.

Al Capo della Polizia Antonio Manganelli

OGGETTO: Riordino dei ruoli e delle funzioni del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.

Signor Ministro dell’Interno,
in relazione alle comunicazioni ricevute dal Dipartimento della P.S. sullo stato dei lavori del tavolo tecnico tra tutte le Amministrazioni del Comparto Sicurezza e Difesa, sulla riforma dei ruoli e delle funzioni del personale, le scriventi organizzazioni sindacali, in rappresentanza di tutti gli operatori della Polizia di Stato, ritengono la proposta formulata assolutamente e totalmente irricevibile.
La ragione della contrarietà, condivisa da tutti i sindacati di polizia, è da ascrivere al fatto che l’impianto complessivo della proposta elaborata, non recepisce in alcun modo i seguenti punti:

  1. riproduce marcatamente un sistema costruito su un modello militare che viene giudicato superato ed inidoneo, rispetto alle esigenze e alle prerogative istituzionali degli uomini e delle donne della P.S. che devono garantire la sicurezza interna e la civile e pacifica convivenza, in un contesto di generale ed indifferibile necessità di conciliare il raggiungimento di risultati con la razionalizzazione e qualificazione d’impiego del personale e delle risorse disponibili.
  2. non rispetta in alcun modo il modello organizzativo di polizia civile e non valorizza il ruolo, le prerogative e la responsabilità dell’Autorità di p.s., soprattutto nelle sue articolazioni territoriali;
  3. non ridisegna un nuovo modello organizzativo e funzionale dell’intero sistema, più moderno, razionale ed efficiente che risponda meglio alle crescenti richieste di sicurezza dei cittadini, dei sistemi produttivi e del sistema Paese nel suo complesso;
  4. non prevede una riqualificazione del personale e la valorizzazione delle professionalità esistenti, per dare maggiore efficienza e funzionalità all’apparato e a tutta la Polizia di Stato;
  5. non prevede l’attribuzione di funzioni e di responsabilità direttamente connesse alle qualifiche attribuite, nell’ambito di un più razionale assetto territoriale futuro e di dotazioni organiche del personale preposto all’organizzazione ed alla gestione delle funzioni attribuite ai diversi uffici delle forze dell’ordine.

Per queste ragioni i sindacati di polizia., ritengono che i diversi modelli tra Forze di polizia e Forze Armate, forzatamente “parificati,” siano incompatibili, sia sul piano organizzativo che su quello operativo e funzionale, prodromici all’efficienza ed efficacia rispetto agli obbiettivi da raggiungere, e chiedono un Suo autorevole e prioritario impegno che realizzi, attraverso una condivisa iniziativa politica, la divisione del Comparto Sicurezza e Difesa, nel rispetto delle specifiche professionalità.
Ciò al fine di disegnare un nuovo e diverso modello organizzativo, funzionale ed ordinamentale tra le Forze di polizia e le Forze Armate, che elimini, o almeno riduca, le attuali inefficienze e gli sprechi del sistema, realizzando unicità d’intenti, chiarezza d’impiego e di responsabilità, ed il perseguimento dei propri specifici fini istituzionali con un razionale ed efficiente impiego di risorse umane ed economiche.
Restando disponibili per ogni eventuale ulteriore chiarimento che ritenesse necessario, ed in attesa di un cortese cenno di riscontro, cogliamo l’occasione per inviarle cordiali saluti .

Roma, 2 luglio 2009

Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato, Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi-Mps, Consap-Italia Sicura e Uilps

Malattie, importanti novità in vista

Dal Flash n.27 del 6 luglio 2009

Il decreto cosiddetto "anticrisi" approvato l’altra settimana dal Consiglio dei Ministri ha finalmente recepito, anche grazie alle pressanti richieste del SAP e della Consulta Sicurezza, le modifiche all'articolo 71 del decreto legge 25 giugno 2008, convertito poi nella legge 133/2008.
Modifiche che il Governo aveva assunto, come formale impegno scritto, a margine della firma dell'accordo sindacale per le Forze di Polizia ad ordinamento civile, integrativo del dPR 11 settembre 2007, n. 170, relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e al biennio economico 2006-2007 (pubblicato sulla G.U. n 119 del 25-5-2009 - Supplemento Ordinario n. 77).
La bozza del testo di decreto (disponibile sul nostro sito da giorni), che dev'essere adesso emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, modifica in primo luogo l'articolo 1-bis dell'articolo 71 della legge 133/2008, che fino ad oggi recitava: "Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al comparto sicurezza e difesa per le malattie conseguenti a lesioni riportate in attività operative ed addestrative".

Adesso il testo recita: "A decorrere dall'anno 2009, limitatamente alle assenze per malattia di cui al comma 1 del personale del comparto sicurezza e difesa nonché del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, gli emolumenti di carattere continuativo correlati allo specifico status e alle peculiari condizioni di impiego di tale personale sono equiparati al trattamento economico fondamentale".

Pertanto, come abbiamo sempre detto, si sana definitivamente la situazione delle penalizzazioni stipendiali legate alle assenze per malattia.
Per il 2008, come si ricorderà, la situazione e' stata risolta nell'ambito dell'accordo raggiunto per la coda contrattuale.

Le novità non finiscono qui.
Il comma 2 dell'articolo 71 oggi recita: "Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica".

Adesso a questo comma sono state aggiunte, dopo le parole "mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica", le seguenti: "o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale".

Importantissima, inoltre, la soppressione del se-condo periodo del comma 3: "L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative.
Le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, sono dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi".

In pratica, le visite mediche di controllo torneranno a svolgersi nella fasce orarie tradizionali, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Infine, viene abrogato il comma 5, che così recitava: "Le assenze dal servizio dei dipendenti di cui al comma 1 non sono equiparate alla presenza in servizio ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa.
Fanno eccezione le assenze per congedo di maternità, compresa l'interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternità, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l'espletamento delle funzioni di giudice popolare, nonché le assenze previste dall'articolo 4, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, e per i soli dipendenti portatori di handicap grave, i permessi di cui all'articolo 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104".
Una decisione, questa, importante per la ripartizione del Fondo.

Pattuglie miste, sanata ingiustizia

Dal Flash n.27 del 6 luglio 2009

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 - Serie Generale - del primo luglio 2009 è stato pubblicato il decreto legge n. 78/2009: "Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali".

Importante per quel che ci riguarda il comma 75, che riportiamo nella parte di interesse:

"Al personale delle Forze di polizia impiegato per il periodo di cui al comma 74 nei servizi di perlustrazione e pattuglia di cui all'articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, e' attribuita un'indennità di importo analogo a quella onnicomprensiva, di cui al comma 74 del presente articola, corrisposta al personale delle Forze armate.
Quando non e' prevista la corresponsione dell'indennità' di ordine pubblico, l'indennità di cui al periodo precedente e' attribuita anche al personale delle Forze di polizia impiegato nei servizi di vigilanza a siti sensibili svolti congiuntamente al personale delle Forze armate, ovvero in forma dinamica dedicati a più obiettivi vigliati dal medesimo personale (...)"

Una battaglia, come si ricorderà, che aveva sollevato il SAP, anche sulle colonne del Corriere della Sera...
Anche qui, rispetto a chi rivendica meriti non propri, parlano i fatti e la documentazione disponibile nella nostra Area News.
Fatti, non chiacchiere!

G8 e servizio di assistenza SAP

Dal Flash n.27 del 6 luglio 2009

Come anticipato, la Segreteria Generale del Sap ha attivato, in collaborazione con la Segreteria abruzzese e quella de L’Aquila, un servizio di assistenza (anche telefonica) sempre disponibile per i giorni del G8, che si svolgerà dall’ 8 al 10 luglio.
Sul territorio, i nostri colleghi de L’Aquila sono a disposizione già da giorni per il personale che presta servizio e monitoreranno la situazione, soprattutto nei giorni “caldi”, col fondamentale contributo dei Segretari Generali Aggiunti Ernesto Morandini (3332105772) e Francesco Quattrocchi (3332107052) i cui telefonini dedicati saranno attivi dalle ore 12 di lunedì 6 luglio e per tutta la durata del vertice.
Ovviamente, la Segreteria Generale (064620051) resta a disposizione per qualunque necessità.
I colleghi potranno chiamarci per ogni eventualità.
Noi siamo dalla parte dei poliziotti.
Sempre e comunque.

G8 e indennità di ordine pubblico

Dal Flash n.27 del 6 luglio 2009

E’ stata emanata dal Dipartimento una circolare relativa ai servizi connessi al G8 de L’Aquila (disponibile integralmente nell' Area News) nella quale si prevede espressamente che al personale debba essere assegnata l’indennità di ordine pubblico.
Il Dipartimento ha ribadito al SAP, che aveva interpellato il Ministero a seguito di alcune segnalazioni giunte dal personale, che la circolare relativa al trattamento economico per il G8 non ammette interpretazioni diverse da quelle già evidenti nella disposizione.
Pertanto, anche per quel che riguarda i Valichi di Frontiera, dove la problematica era sorta, l'indennità di ordine pubblico va corrisposta non solo al personale aggregato, ma anche e soprattutto a quello che presta servizio in loco.
In ogni caso, attraverso la Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, giungerà un sollecito ai Dirigenti affinché non siano date alle disposizioni ministeriali recentemente emanante interpretazioni non corrette.

Nuova legge sulla sicurezza

Dal Flash n.27 del 6 luglio 2009

Il Senato ha dato il via libera definitiva al ddl 733-b, la cosiddetta “nuova legge sulla sicurezza”, recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”.
Le novità sono numerose: significativa la reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, una battaglia voluta e vinta dal Sap, come dimostrano i documenti e le news pubblicati su questo sito internet.
Di seguito, la posizione del Sap rilanciata da agenzie e giornali, oltre ad una sintesi dei provvedimenti adottati.

SAP, BENE REATO OLTRAGGIO E INASPRIMENTO 41 BISPERPLESSITA' SU RONDE E REATO CLANDESTINITA'

Roma, 2 lug. - (Adnkronos) - 'Il disegno di legge sulla sicurezza approvato in via definitiva dal Senato e' positivo per quel che riguarda la reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, l'inasprimento del 41 bis e le nuove norme anti-racket'.
E' quanto afferma Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, esprimendo, invece perplessità 'per ciò che concerne le ronde e per il reato di clandestinità'.
'Perplessità - spiega Tanzi - che derivano dalla consapevolezza di non poter far fronte all'aumento di lavoro che si determinerà per le forze dell'ordine a causa della mancanza di risorse economiche, di uomini e di mezzi.
Le ronde causeranno, infatti, un aumento delle chiamate ai numeri di emergenza, a cui difficilmente riusciremo a far fronte.
Il reato di clandestinità, che non ci vede pregiudizialmente contrari, determinerà invece delle incombenze di natura operativa e burocratica molto gravose’.
(Sin-Bis/Pn/Adnkronos) 02-LUG-09 17:19

LE NORME APPROVATE

IMMIGRAZIONE - Il ddl introduce il reato di clandestinità: e' punito con un'ammenda che va dai cinquemila ai diecimila euro lo straniero che, violando la legge, "fa ingresso o si trattiene nel territorio dello stato".
E' inoltre previsto il carcere per "chiunque, a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, da' alloggio ovvero cede, anche in locazione, un immobile ad uno straniero che sia privo di titolo di soggiorno al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione, e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

CIE - Viene prolungata fino a 180 giorni la possibilità di trattenimento degli irregolari nei Centri di identificazione ed espulsione.
In caso di mancata cooperazione al rimpatrio da parte del paese terzo interessato o nel caso di ritardi per ottenere la documentazione necessaria il questore può chiedere una prima proroga di 60 giorni di questo periodo, cui se ne può aggiungere una seconda.

TASSA DI SOGGIORNO - La richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno e' sottoposta al versamento di un contributo il cui importo e' fissato da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro con decreto del ministro dell'Economia di concerto con il ministro dell'Interno che stabilirà anche le modalità del versamento.
Il rinnovo del permesso deve essere chiesto dallo straniero al questore della provincia in cui dimora, almeno 60 giorni prima della scadenza.
Per l'acquisto della cittadinanza il contributo da versare allo Stato e' di 200 euro.
Il coniuge straniero di un cittadino italiano può acquisire la cittadinanza quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se risiede all'estero.

OBBLIGO DENUNCIA PIZZO Gli imprenditori devono denunciare le richieste di pizzo che subiscono.
Se non lo fanno vengono esclusi dalla possibilità di partecipare alle gare di appalto.
La responsabilità dell'imprenditore omertoso "deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell'imputato nei tre anni antecedenti alla pubblicazione del bando e deve esser comunicata, unitamente alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all'autorità" per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che deve curare la pubblicazione della comunicazione sul sito dell'osservatorio.

41 BIS - Aumenta a quattro anni la durata del carcere duro per chi e' accusato di mafia e si sposta la competenza funzionale per i ricorsi al tribunale di sorveglianza di Roma in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale.
I detenuti sottoposti a regime speciale saranno ristretti all'interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, per lo più sulle isole.
I colloqui con i familiari saranno sempre registrati; quelli telefonici saranno possibili solo se non vi saranno colloqui personali.
Saranno ridotti a tre gli incontri settimanali con i difensori e a maggiori restrizioni sarà sottoposta anche la permanenza all'aperto.
Infine, viene punito con il carcere da uno a quattro anni chiunque consenta ad un detenuto sottoposto al 41 bis di comunicare con altri.
Per quel che riguarda i poteri dell’Anti-mafia, il procuratore nazionale manterrà quelli di intervento nei procedimenti, che la legge attualmente gli attribuisce.
Dal ddl e' stata soppressa la norma (comma 2 articolo 2) che di fatto ne prevedeva una sorta di limitazione e che lo stesso procuratore nazionale antimafia aveva criticato durante la sua audizione in commissione giustizia.

ENTI LOCALI E INFILTRAZIONI MAFIOSE A fianco alla responsabilità degli organi elettivi si introduce quella degli organi amministrativi e si stabilisce anche che con decreto del ministro dell'Interno, su proposta del prefetto, può essere sospeso dall'incarico chiunque, direttore generale, segretario comunale o provinciale, funzionario o dipendente a qualsiasi titolo dell'ente locale abbia collegamenti con la criminalità organizzata, anche quando non si proceda allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale.

MONEY TRASFER - Si intensificano i controlli sul trasferimento di valuta per contrastare il riciclaggio anche ai fini di finanziamento al terrorismo.
Gli agenti di attività finanziaria che prestano servizi di pagamento nella forma dell'incasso e del trasferimento fondi acquisiscono e conservano per dieci anni copia del titolo di soggiorno se il soggetto che ordina l'operazione e' cittadino extracomunitario.
La cancellazione dall'elenco degli agenti e' la sanzione per chi non ottempera a quest'obbligo.

OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE - Viene reintrodotto, grazie al fondamentale contributo del Sap, il reato abrogato con la legge 25 giugno 1999.
La pena e' la reclusione fino a tre anni.

LE CD. “RONDE” - Gli enti locali possono avvalersi della collaborazione delle associazioni di cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale.
I sindaci si avvalgono in via prioritaria di quelle associazioni costituite fra gli appartenenti in congedo alle forze dell'ordine, forze armate e altri corpi dello stato.
Le associazioni sono iscritte in apposito elenco, a cura del prefetto.
Sarà un decreto del ministro dell'Interno a disciplinare i requisiti necessari.

BOMBOLETTE SPRAY - Sì all'uso delle bombolette spray al peperoncino da utilizzare per autodifesa.
Un regolamento del ministro dell'interno di concerto con il ministro del lavoro, salute e politiche sociali disciplina le caratteristiche tecniche e il contenuto dei dispositivi di autodifesa.

ALBO DEI BUTTAFUORI - Nasce l'albo degli addetti alla sicurezza dei locali pubblici che dovranno rispondere ai requisiti stabiliti da un decreto del ministro dell'Interno.
L'elenco e' tenuto dal prefetto competente per territorio.

REGISTRO DEI CLOCHARD - Nasce il registro dei senza fissa dimora presso il ministero dell'interno.

STRAGI DEL SABATO SERA - Più rigore per chi si mette alla guida ubriaco o drogato.
Viene istituito un fondo contro "l'incidentalità notturna" che servirà all'acquisto di materiali, attrezzature e mezzi per le forze di polizia e per campagne di sensibilizzazione e formazione degli utenti della strada.
Per chi si mette alla guida sotto effetto di stupefacenti scatta la revoca della patente e la sospensione del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli, per un periodo fino a tre anni.

Polizia Stradale, nostri interventi

Dal Flash n.27 del 6 luglio 2009

Com’è noto, l’attività istituzionale svolta dagli operatori della Polizia Stradale e, più in generale della Polizia di Stato, comporta sovente che gli stessi vengano citati dinanzi all’A.G. per fatti inerenti il servizio.
Tali procedimenti sono vieppiù rituali, cosicché frequentemente si procede all’escussione testimoniale degli operatori in servizio presso gli Uffici della Polizia Stradale.
In tal caso, al personale interessato spetta l’indennità di servizio esterno e il foglio di viaggio per il giorno in cui l’operatore viene convocato.
Tuttavia, risulta che in alcuni uffici, a partire dalla Sezione Polizia Stradale di Macerata, al personale inviato in qualità di teste dinanzi all’A.G. non venga corrisposta la predetta indennità.
Non solo: il foglio di viaggio viene timbrato solo a ridosso dell’orario in cui l’operatore è convocato.
Ad esempio, se il dipendente viene convocato per le ore 11, la Sezione in parola esige che lo stesso si rechi presso i suoi Uffici alle ore 10 per timbrare il foglio di viaggio, anziché alle ore 8 come avviene nella generalità dei casi.
Tale anomala procedura appare assolutamente incongrua ed inadeguata, anche considerando il valore istituzionale dell’Ufficio del testimone che il personale interessato è chiamato a svolgere, stante la sua natura di prestazione personale imposta per legge nell’interesse della funzione giurisdizionale costituzionalmente sancita.
Il Sap è pertanto segnalato al Dipartimento la situazione affinché si intervenga presso gli uffici in questione per garantire ai colleghi la corresponsione dell’indennità di servizio esterno al personale inviato in qualità di teste dinanzi all’A.G., nonché la vigente normativa in materia di foglio di viaggio.
E le cose, per quel che riguarda la Polizia Stradale (ma non solo), non vanno meglio neppure per quel che concerne le autovetture.
In molti uffici sono poche e soprattutto vecchie.
E’ il caso, tra i tanti, di Pavia dove, nei giorni scorsi, si è verificata una situazione abbastanza clamorosa, segnalata prontamente dalla nostra Segreteria Provinciale.
Infatti, durante un turno di notte, il personale della Polizia Stradale della città lombarda, proprio per mancanza di autovetture, è stato costretto ad espletare il proprio servizio con un Fiat Bravo priva dei colori di istituto.
Ovviamente il personale era in divisa!

Situazioni che il Sap segnala prontamente e con forza al Dipartimento, anche perché – è bene ricordarlo – questi operatori lavorano alacremente senza percepire con regolarità neppure l’indennità di Specialità.

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